Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Con una certa regolarità davanti al Circolo Acli di Migliarino compaiono questi sacchini gettati oltre il ciglio della strada. Qualcuno poi li raccoglie ma poi, a distanza di qualche tempo, compaiono di nuovo.
Si sprecano le definizioni di questi non-cittadini, vengono chiamati con molti epiteti offensivi ma io credo che la definizione migliore di questi “signori” (altro nome non appropriato, un po’ come tanti “onorevoli” che affollano il nostro Parlamento) sia ignoranti.
Cioè credo che non siano cretini oppure sporcaccioni, furbi, criminali eccetera come sono stati definiti nei tanti post che sono arrivati a commento di molte foto, ma siano semplicemente ignoranti, persone senza cultura. Cittadini che non hanno maturato una coscienza civile e soprattutto quella conoscenza che fa vivere nel presente e soprattutto capire l’importanza dell’atto, il valore cioè di quello che si sta facendo.
Se si potesse risalire, magari dando un’occhiata ai rifiuti, agli autori, si scoprirebbe con stupore che magari sono persone normali, che la mattina vanno al lavoro, che allevano i loro figli (male? Forse, ma li allevano) e che si comportano in maniera del tutto normale. Ma poi, con quella mancanza di fondo si sentono diversi, a volte addirittura superiori e più furbi degli altri, di quelli cioè che perdono tempo e impegno a dividere i loro rifiuti.
Loro non lo fanno perché è più comodo mettere tutto insieme e gettare il sacchino sul ciglio passando con la macchina; perché non riescono a capire la barbarie, la bruttezza, il valore negativo del loro gesto.
Perché sono ignoranti, nel senso più completo del termine, ecco perché.
Nick