Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Quando si parla di poesie e di scuola, quella nostra degli ultraduedozzinelustrensi, non può non venire alla mente e sulle labbra il Pascoli e i suoi versi: “C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole”.
Parlo per me, ma non sbaglio se allargo il tutto alla mia generazione.
Tralasciando il “io vivo altrove” restano le viole che infestano il mio giardino e queste mi han fatto salire al cuore i fiori, i primi in assoluto, che abbelliscono le brulle colline di Vecchiano e un altro poeta romantico, inglese questa volta, le riassume così:
Io fissavo e fissavo ma pensavo poco a quale ricchezza lo spettacolo mi aveva dato: perché spesso, quando sono sdraiato sul mio divano in uno stato d’animo ozioso e pensieroso, esse appaiono (improvvisamente) in quell’occhio interiore che è la beatitudine della solitudine, e allora il mio cuore si riempie di piacere e danza con le giunchiglie.
William Wordsworth, 1804
Restiamo in casa nostra e beiamoci di una grande poetessa, Alda Merilini:
L'umile giunchiglia
Dimmi almeno
che oscura meraviglia
già ti prende di me,
che trovi bella
questa sommessa,
e umile giunchiglia
che già ti paragona
a una stella;
dimmi che me divina
e me presente
senti dentro
il tuo letto di piacere,
dimmi che un bacio
fuga dolcemente
tutte le smanie
e tutte le chimere.
La foto è scura come il cielo sopra di noi e io, bagnandomi, cantavo:
giù giù in chiglia
e su su inver ci piove,
e Chiube l’acqua piglia,
l’ombrello è chissà dove!