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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
Foibe.
Oggi è il “Giorno del ricordo”

10/2/2018 - 8:52

Foibe. Oggi è il “Giorno del ricordo” dedicato alla commemorazione delle vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

Coltivare la memoria di quanto è accaduto è indispensabile per ristabilire la verità storica.

La necessità di non dimenticare le tragedie umane, causate dalla guerra, viene garantita anche con le celebrazioni delle solennità nazionali. Oggi, Giorno del Ricordo, vengono commemorate le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Il 27 gennaio scorso, appena 15 giorni fa è stata celebrata la Giornata della Memoria. 27 gennaio e 10 febbraio, due date simbolo per l’intera collettività, scelte per onorare le vittime di quei tragici avvenimenti e per ricordare la ferocia dell’uomo sull’uomo.La scelta del 10 febbraio non è casuale.

Questa solennità nazionale si celebra ogni anno nello stesso giorno in cui, nel 1947, furono firmati a Parigi i trattati di pace in base ai quali l’Italia cedeva Istria, Fiume e Zara alla Iugoslavia, provocando l’esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate dalle loro terre. Questa celebrazione vuole restituire il giusto riconoscimento anche istituzionale, a tanta sofferenza subita dagli italiani del confine nord orientale nel secondo dopoguerra, quando furono oggetto di un dramma umano che li ha segnati per sempre.

Il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno, oggi, a tutti i familiari delle vittime degli efferati massacri delle foibe e ai rappresentanti delle associazioni che mantengono viva la memoria di quella tragedia e dell’esodo di intere popolazioni, portatrici di identità culturali e tradizioni che non devono essere cancellate.

Giornate come questa devono rappresentare momenti di riflessione perché situazioni così dolorose siano per sempre consegnate al passato. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare chi fu ucciso o costretto ad abbandonare la propria terra per restare fedele alla propria identità culturale di lingua e tradizioni.

Nel corso degli anni le celebrazioni del Giorno del Ricordo sono state oggetto di critiche storiografiche, polemiche internazionali, contromanifestazioni e altre polemiche.È importante che tragedie come quelle delle Foibe come quelle della Shoah rimangano stampate nella memoria collettiva affinché si consolidi, soprattutto nelle giovani generazioni, un profondo spirito di solidarietà, tolleranza e comprensione verso i propri simili, qualunque sia la loro estrazione geografica, storica, politica, religiosa e sociale.Bisogna ricordare contro ogni discriminazione ideologica, creare memoria collettiva dei fatti e delle vicende storiche di quel tempo, diffondere in modo imparziale le conoscenze per una partecipazione consapevole in virtù di quei principi di democrazia e di libertà lasciatici in dote dai nostri padri costituzionali.

Non dobbiamo mai dimenticare che gli esseri umani sono tutti uguali. Per questo la condanna e lo sdegno di fronte a ogni forma di ingiustizia, il ripudio di ogni tipo di violenza ed oppressione devono diventare il punto di partenza per meditare su quanto avviene intorno a noi, condannando qualsiasi crimine commesso in nome di un ideale. Penso anche a tutte quelle vittime di eccidi, di stermini, di massacri e di deportazioni da parte di regimi criminali totalitari o pseudo-democratici dimenticate.

 Auspichiamo che il significato di questa giornata si consolidi ancora di più nella percezione comune degli italiani, soprattutto dei giovani e che si costruisca così una coscienza condivisa, per poter guardare al futuro con serenità e gettare le basi per un avvenire fondato sul rispetto della dignità di ogni essere umano.Ieri il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha detto che “Le foibe, con il loro carico di morte, di crudeltà inaudite, di violenza ingiustificata e ingiustificabile, sono il simbolo tragico di un capitolo di storia, ancora poco conosciuto e talvolta addirittura incompreso, che racconta la grande sofferenza delle popolazioni istriane, fiumane, dalmate e giuliane".

Fonte: Francesco Tagliente
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