Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
La piccola orchidea deve usare strategie sottilissime per la fecondazione: mascherarsi da “latoB” di un bombo(f.) per essere fecondata da un bombo(m.) a condizione che questi si fosse già sbagliato una volta cadendo nella trappola amorosa.
Troppo complicato per questa pianta di oggi, anch’essa svegliata dalla primavera, ma non dall’amore… ai suoi tempi non usava!
Sono tra gli organismi più antichi della terra: il ritrovamento di resti fossili di alcune di queste specie indicano che erano piante diffuse già alla fine del Devoniano (395 – 345 milioni di anni fa).
Dal punto di vista filogenetico sono piante più primitive delle angiosperme, infatti sono senza organi sessuali distinti, si propagano e si riproducono per mezzo di spore.
Per primi nascono i fusti fertili, bianchicci o bruni (a volte di colore giallastro) e quindi privi di clorofilla, atti alla riproduzione; poi seguono i fusti sterili, ruvidi di colore verde e quindi fotosintetici. In questi fusti le foglie sono così poco significative che il fusto si sostituisce ad esse per il processo fotosintetico anche tramite degli stomi. Questi fusti sono ramificati con una decina e più di rametti e articolati in nodi e relativi internodi. Questi secondi fusti normalmente si sviluppano solamente dopo che quelli fertili hanno assolto alla loro funzione riproduttiva.
Sono chiamati Equiseti che significa “crine di cavallo” dal latino equi saeta, ossia coda (saeta, crine) di cavallo (equi, gen. di equus).