Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
L’Arcipelago Toscano sempre sulla scena politica; al peggio
Sul Fatto Quotidiano, Vittorio Emiliani il noto giornalista, ha denunciato la brutta vicenda del rinnovo direttore del Parco. Alla direttrice Zanichelli mancavano ancora due anni alla scadenza e pur avendo svolto molto bene il suo ruolo, è stata liquidata.
Per Lei, come racconta bene l’articolo, sono seguite sconcertanti vicende in concorsi o quello che avrebbero dovuto esserlo, che confermano al peggio a che tipo di gestione ministeriale sono ridotti i nostri parchi, e anche i nostri direttori quando incappano in certi giri. Ho visto che c’è chi distingue l’esperienza dei direttori di parchi nazionali o regionale. La mamma dei bischeri non abortisce mai!
Inutile dire che il Presidente del Parco Sammuri, presidente anche di Federparchi, non ci esce bene soprattutto sotto il profilo politico- istituzionale. E come in altre occasioni ci esce male anche il Pd. E siccome non poteva mancare –ovviamente-il riferimento alla famigerata legge ‘sfasciaparchi’, di cui il Pd e Federparchi sono stati accaniti sostenitori, vorrei concludere con un interessante commento di Mario Tozzi –che dell’Arcipelago è stato anche presidente- nel recentissimo libro L’ITALIA INTATTA.
Sorvolo –anche se ricordo bene la vicenda personale che lo riguardò -e che mi coinvolse-e cioè la sua cacciata perché ‘estraneo’ al territorio.
Scrive oggi Tozzi; ‘Così arriviamo al paradosso che il Parco dell’Arcipelago è, tra quelli marini, il più vasto d’Europa ma delle sette isole che lo compongono, le due più grandi ( Elba e Giglio) non hanno ancora oggi, un solo centimetro di costa tutelato (se si esclude lo Scoglietto di Portoferraio) rischiando di vedere irreparabilmente danneggiati habitat naturali straordinari, ma fragilissimi, e di vedere scomparire per sempre decine di specie di pesci. Tutto questo all’interno del Santuario Pelagos, che dovrebbe obbligare comunque alla massima tutela’.
Servono commenti? E pensare che qualcuno anche all’Arcipelago pensa che i guai nostri e non solo marini, dipendano dalla legge brutta e vecchia. Di brutto e vecchio oggi c’è solo una politica scalcinata che va cambiata. Non è più tempo di Galletti.
Renzo Moschini