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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . e me torno in letargo. Chissà quanto ne può .....
. . . ora che non c'è più Berlusconi "il Pappiana" .....
. . . pensavo fosse cambiato qualcosa in questi anni. .....
. . . non è stato possibile al Pappiana (IV di Renzi) .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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Pisa, 3 aprile
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Pisa, 2 aprile
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Marina di Pisa, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Mario Lavia
Caro Giannini, stai attento ai virus

5/2/2019 - 0:10

                        Caro Giannini, stai attento ai virus

Non va mai bene niente: perché deridere il tentativo di costruire una linea politica in grado di ribaltare la situazione?

Ispirati a Gino Bartali, c’è tutta una schiera di giornalisti per i quali è tutto sbagliato, tutto da rifare. Non va mai bene niente.

E per il Pd comunque vada sarà un insuccesso. Il “corpo” della sinistra è comunque carne disfatta, il suo cervello muffa da laboratorio, i suoi leader sonnambuli incurabili.

La montagna incantata dove malati in lite fra loro cercano invano una luce è una Spoon river delle idee gloriose della sinistra che fu: e non c’è verso di rianimarle. Giammai l’uomo solo al comando: fa troppo piazza Venezia o anche solo hotel Raphael. Giammai la competition delle primarie, fa rito tribale nel quale i dirigenti si scornano. Giammai un cenno di slittamento a sinistra, fa troppo oldfashioned. Giammai apertura a destra, sa di inciucio. Ah, ci vorrebbe un Gramsci (buono per tutte le citazioni), un Berlinguer (ma quante gliene dicevano, che era lento, che era chiuso, che era scostante, pure che era un venduto ai preti e al capitalismo). Non avete capito? Stiamo parlando di un certo giornalismo di sinistra, quello che si sente sempre immune da colpe e responsabilità e sempre lesto a ad alzare il ditino e impugnare la matita rossa e blu. Di questa schiera giornalistica Massimo Giannini è probabilmente il più bravo, il più acuto. Molte cose che scrive sono vere, tante analisi condivisibili.
Il problema è che fra social e tv tutto viene incredibilmente esagerato come quando si proiettano le ombre sui muri. E’ un dannato virus che, ci permettiamo di dire, ha colpito Giannini.

Ma non bisognerebbe perdere il senso delle proporzioni. Perché attaccare così violentemente la Convenzione del Pd  (si chiama così, non mi pare una tragedia e lascerei stare Kafka) che si è tenuta ieri?

Si cerca di fare qualcosa, diamine. Un appuntamento formale dove però si è anche parlato di politica: unico partito in Italia che lo fa, e in diretta streaming. Ma non va bene nemmeno questo. “Il Pd si contorce, urla, fibrilla”, scrive Giannini: vero, c’è parecchia incazzatura (si perdoni il francesismo), per la ragione che lo stesso Giannini indica in premessa e cioè che in giro “c’è una frizzante arietta di Weimar”. Il povero Pd si agita sforzandosi di immaginare come impedire che quell'”arietta” diventi infine mefitica e addirittura letale per la nostra democrazia. Perché di questo si tratta. Per ragioni storiche su cui sarebbe lungo soffermarsi, la sinistra – e dunque il Partito democratico – è più allenata di altri nell’avvertire la minaccia della reazione. Mentre altri non esitano a percorrere scorciatoie identitarie e scissionistiche da 2%, i Democratici tentano in tutti i modi di tenere il campo nel tempo terribile che vede i progressisti all’angolo in tutto il mondo, e tenerlo non per una mera ragione di testimonianza ma per costruire una rivincita storica. E’ un “virus”, questo?
Questa rivincita va certamente riempita di idee e messaggi nuovi. La mozione degli affetti non basta, ma da mo’ (direbbe il personaggio di Fantastichini in Ferie d’agosto). Siamo certi che i discorsi di ieri di Zingaretti, Martina e Giachetti non cambieranno le sorti del mondo: ma perché sfotterli? Stanno cercando di costruire una linea di opposizione – non è quello che reclamano tutti i giorni quelli di “e allora il Pd?” – e ciascuno di loro porta qualche brandello di verità. Ma chi “pensa ad altro”, Massimo? Con una battuta, direi che si pensa persino “troppo”, accumulando messaggi e documenti che alla fine non ci si raccapezza. La critica vera è una e una sola: stare un anno senza un leader e gruppo dirigente è stata veramente una follia.

Comunque, ci siamo quasi.
La scelta verrà compiuta non nel segreto di una stanza ma davanti al Paese, insieme a un sacco di gente. Quelli che criticano le primarie sono quelli che per anni hanno attaccato i Comitati centrali. Fate pace. Nessuno – dico nessuno – sta apprezzando il fatto che nel momento più critico del rapporto fra cittadini e politica il Pd porta nei suoi circoli quasi 200mila persone a votare.

Ai gazebo andranno centinaia di migliaia di persone. Il “corpo martoriato” del Pd, carissimo Massimo, magari si riprenderà e saranno altri “corpi politici”, alimentati in questi anni dal populismo giornalistico-televisivo, a deperire. Vuoi vedere che alle Europee il “corpo Pd” sarà più in salute del “corpo M5s”? E chissà che scriverai, allora.

Fonte: Mario Lavia per Democratica.it
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