Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Nel campionato di serie A di Hockey in line al Milano Quanta è bastato andare in “gara 3” per avere la meglio sui Diavoli Vicenza per 3 a 0 e aggiudicarsi l’ottavo scudetto consecutivo.
Per la squadra lombarda è stata anche una rivincita dopo la sconfitta subita dai veneti nella finale di Coppa Italia.
Fra i protagonisti tre pisani che militano da alcuni anni nel Quanta e anno dopo anno stanno tenendo alto il vessillo della “Repubblica Pisana”.
Sono Matteo Barsanti, Andrea Bellini e Alessio Lettera.
Nella finale di Europa League contro una squadra francese Lettera aveva portato il suo team all’Over time con una rete sul fischio finale per poi raggiungere un meritato secondo posto.
I tre pisani hanno sempre avuto la conferma del coach Rigoni e loro hanno ben ripagato la fiducia nei loro confronti.
Addirittura nel trofeo delle Regioni dove la squadra toscana guidata da Marco Bellini si è arresa solamente in finale al Veneto, ben 7 erano pisani essendosi aggiunti Alessio Podda, Matteo Lilli e i fratelli maggiori di Alessio e Andrea, Nicola Lettera e Matteo Bellini.
Sembrava di veder in campo la Molinese quando militava in serie A e che per vicissitudini legate anche agli impianti vide svanire un sogno sportivo.
Ma questi ragazzi non finiscono mai di stupire perché il selezionatore della nazionale di Hockey Luca Rigoni ha convocato per il raduno azzurro proprio Barsanti, Andrea Bellini e Alessio Lettera.
Il ricordo della Molinese, quando militava in serie A, ogni volta si rinnova perché era una squadra che dava lustro al territorio ma che è stata sottovalutata dalla burocrazia amministrativa che si è limitata a chiudere gli impianti sportivi, quando non erano ritenuti più idonei, senza progettarne un nuovo percorso.
Marlo Puccetti