Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
“La candidatura di Pisa a capitale della cultura è una decisione che non solo condividiamo ma che riteniamo strategica. Per questo siamo pronti a fare la nostra parte, magari pensando anche ad un comitato a sostegno dell’iniziativa del Comune che coinvolga le associazioni economiche e di categoria”.
Arriva da Confesercenti Toscana Nord l’immediato sostegno all’annuncio del sindaco Michele Conti di avviare il percorso per inserire anche Pisa nel lotto delle pretendenti per la capitale della cultura 2021.
E’ il responsabile area pisana Simone Romoli a ritenere questo passo importante e quasi scontato visto cosa offre la nostra città a livello storico, culturale, tutto questo rafforzato dalla presenza di tre prestigiosi atenei e di uno scalo aeroportuale internazionale.
“Non vogliamo certo sminuire altre candidature – insiste Romoli – ma crediamo che Pisa abbia tutte le carte in regola per vincere questa corsa; diventa necessario però un sostegno forte di tutte le componenti a partire dal coinvolgimento del tessuto imprenditoriale”.
Confesercenti Toscana Nord che parla anche dell’altra candidatura pisana, quella di Volterra.
“Anche in questa occasione eravamo stati tra i primi a sostenere la proposta lanciata dal sindaco Santi per la città etrusca, cogliendone le incredibili potenzialità.
Ora con la discesa in campo di Pisa secondo noi diventa fondamentale un’azione comune che rafforzi e non indebolisca le candidature.
Pisa ha alle spalle una provincia altrettanto ricca, tra l’altro unita dal brend territoriale di Camera di commercio Terre di Pisa, e questo deve essere un valore aggiunto nella corsa per il 2021.
In questi casi la vittoria avrebbe ricadute positive su tutto il territorio – conclude il responsabile area pisana – e quindi è necessario che siano trovate tutte le forme per sfruttare al massimo le potenzialità che Pisa può mettere sul tavolo senza divisioni”.