Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
All'Ambasciata americana in Italia, tra le più potenti al mondo, di sicuro non è passata inosservata l'ironia e l'acredine che alcuni giornali italiani stanno riservando a Joe Biden. Già siamo partiti male, all'indomani del risultato elettorale, Giuseppi si è congratulato con il "popolo americano", evitando di nominare il suo Presidente.
Lo hanno seguito a ruota i Direttori di alcuni quotidiani nazionali, che hanno irriso Kamala Harris e lo stesso Biden, definito da Travaglio un "cazzaro". Quest'ultimo gesto irriverente sarà oggetto di una attenta valutazione, i lettori di quella cartaccia magari ci hanno messo su qualche idiota sorrisino, ma l'Intelligence americana farà ben altre valutazioni. Già siamo fuori dal teatro internazionale, ignari di quello che sta accadendo nel Mediterraneo, che sembra non appartenerci più. Siamo fuori dai summit strategici, che Germania e Francia stanno intavolando, per sedare sul nascere gli attriti tra la Turchia e la Grecia e le mire espansionistiche di Erdoğan.
La tradizionale capacità del nostro Paese, di porsi come arbitro nelle dispute tra le etnie nord africane, sembra essere svanita nel nulla, a danno degli interessi commerciali che abbiamo in quei paesi. Ora, invece di accogliere con entusiasmo il nuovo Presidente, lo deridiamo e consentiamo che, un omuncolo come Belpietro, definisca "mulatta" la prima donna di colore della storia, eletta vicepresidente della più grande democrazia occidentale. La Verità ha rispolverato un termine spregiativo, inusuale, obsoleto alla pari di "meticcio", chissà con quali fini. E Giuseppi, con quell'insulso idiota che, per miracolo divino fa il Ministro degli Esteri, non sentono l'obbligo e il dovere di convocare quegli straccioni di pennivendoli per redarguirli ed imporgli di smetterla, per scongiurare disastrosi incidenti diplomatici a danno degli interessi nazionali. Pesano sulla nostra economia i dazi imposti da Trump su tanti prodotti italiani, che hanno provocato danni ai nostri brand più famosi al mondo e noi prendiamo in giro il Capo in testa degli USA, alla stregua di un Bolsonaro qualunque. A cosa serve questa sciagurata strategia, chi vuole favorire, che interesse abbiamo ad inimicarci con la più grande potenza al mondo? Mah, non ci siamo, non è possibile continuare così, ci troviamo davanti a problemi enormi, che la gran parte degli italiani ignorano e tra un po' non basterà più la paura di Salvini, della Meloni e addirittura di Renzi e Calenda, a tenere in piedi il "Governicchio", tra un po' bisognerà rimboccarsi le maniche e governare per davvero.