Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ovvio che la prima sia per il rientro in una zona “pandemica” un poco più sopportabile, ma attenzione, non ce la facciamo rubare dalla voglia di normalità che porta ad essere tutti un po’ troppo a-normali!
La seconda è il rientro nel suo alveo del nostro bizzarro fiume che ieri ci ha tenuto sulle spine fino a tarda ora, con un preoccupante innalzamento del livello.
Le vecchie piene, ne ho viste a decine e decine nella mia vita, si controllavano con un legnetto piantato sulla riva e che ne segnava l’aumento o la diminuzione, ora basta connettersi all’Autorità di bacino e si segue la “storia della piena”, comodamente seduti al caldo ma con la stessa trepidazione di un tempo. Ieri sera la curva del diagramma saliva di continuo, era un coltello nella piaga: 5 metri alle ore 15, 7 metri alle 18, 8 metri alle 22 e 30…non riuscivo ad andare avanti.
Un messaggio del sindaco alle 00,15 dava il passaggio della seconda ondata con 8.45 metri, ma con la preoccupante: “il picco è previsto per le prime ore della mattina di domenica 6 dicembre”.
Stamani, ore 6.10, il Serchio correva nel suo letto e noi felici saremmo potuti tornare nel nostro, ma ormai…!
La terza bella notizia, come scrive il sindaco nei suoi puntuali utili meticolosi messaggi, è la luce dei bar aperti nella Piazza Mazzini!
Forza cittadini, la vita è un semaforo con il verde della normalità, l’arancio della sopportazione e il rosso della fine, sta a noi cambiare il codice della strada eliminando un colore!
Chiudo con una boccaccesca goliardica battuta che diceva un mio amico tanto tanto tempo fa:
Bimbi, la vita è un lampo, la fia uno schianto e pigliallo ‘n culo un baleno!