Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Luna lasciva,
amante degli amanti,
mostraci il seno.
Ve li ricordate gli haiku?
Ce li siamo rimbalzati a centinaia, addirittura dal 2018, con suggestivi nomi di fantasia: Alìbabà, Mommé, Menestrello, Giullare, Sanciopancia, Pachito, Chira, Palmira, Gargantua, Maghella, Morgana, Sorpampurio, Gargamella, Giogiò, Gioreka, Melody, Glory, Monello, Proserpina, Polifemo, Poseidone, Plutone, Puffalmacco, Birba, Donciccio, Madamadorè, Salomè, Gil, Ramon, Joi, Kalì, Paolitas, Bambi, Kelly, Unicum, Dylan, Malù, Charlize, Braccio di ferro, Caesar, Augustus e decine di altri.
Fiore di duna,
se stai col naso in su,
se non c’è il sole c’è la luna,
e non puoi aver di più.
E gli stornelli?
Più semplici, più orecchiabili e difatti il “tempo dello stornello” è stato un successo incredibile, avete scritto a centinaia per mesi e mesi.
Se sei triste dici che hai la luna,
poi ti passa e dici: che fortuna!
Cambia il tempo? Fa male il callo
e il cielo ha colore scureggiallo,
ma non temere, brilla sempre la tua luna!
Intramezzati a giapponesi dure terzine di 5-5-7 sillabe e frizzanti fiorite toscane canzoncine rimate si è presentato ed accolto uno scozzese sistema di verseggiare, il limerik.
Qui la difficoltà (?) è di terminare con la stessa parola finale della prima delle due coppie assonanti e baciate.
Cari lettori non si può (poteva) continuare all’infinito con queste frivolezze, ma non si possono neanche sopportare i continui sterili battibecchi politici dell’altra parte del giornale, almeno noi cambiavamo il nome del “fiore” mentre là son sempre gli stessi “cavoli”!