Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
“Si pole?”
“No. Qui non si-pole-mica!”
“Ma almeno scherzar si pole?”
“Si pole sì!”
“lo sai cosa disse Amedeo del Nazzari la sera del 27 ottobre del 1941, alle 23.59, a quella popò di… Clara del Calamai tutta gnuda che gli disse di ripassare il giorno dopo? e chi non ride con me, péste lo cólga! Tanto mancavan du’ minuti!”
“Sì, ma cosa c’è da ride?”
“Ma l’hai visto il cartello al cimitero delle Pratavecchie?”
“Non ce n’è di cartelli alle Prata, c’è le tombe!”
“Ma non in là, in qua! C’è un cartello che indica il paese MIGLIARINO”
“E per chi è allora? per il Mori?”
“Io mi son fatto dell’idee. Primo che sia un cartello antico del tempo dei romani quando lì nell’Oncino c’era la riva del mare e un porto che caricava ceramiche della fabbrica dell’antenati del Mori e chi scendeva vedeva dov’era arrivato, tesi storicofantasiosa. Secondo che il Mori abbia aperto un eliporto e un noleggio auto per chi vuol andare in giro nel pisano, tesi economicavveniristica. Terzo che sia aperta la pista ciclabile tirrenica che il sindaco di Viareggio si vanta di avere fatta, verso Roma, fino alla Bufalina lasciando la palla a Vecchiano entrando da Migliarino, tesi fantapolitica. Quarto che sia il primo agglomerato urbano che troverebbero i ciclisti che vengono da Roma e traversano il Serchio alla curva dell’Oncino sul ponte che il parco vuol fare, tesi ultrafantastica. Te che dici?”
“Secondo me gli era avanzato un cartello!”