Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Crêuza de mä, un canto d’amore superbamente scritto e musicato dal grande Fabrizio, riferendosi ad una stradina che dal mare portava verso taverne e osterie i marinai che rientravano dal mare.
"Umbre de muri, muri de mainé
Dunde ne vegnì, duve l'è ch'ané
Da 'n scitu duve a l'ûn-a se mustra nûa
E a nuette a n'à puntou u cutellu ä gua
E a muntä l'àse gh'è restou Diu
U Diàu l'è in çë e u s'è gh'è faetu u nìu..."
"Ombre di facce, facce di marinai
da dove venite dov’è che andate
da un posto dove la luna si mostra nuda
e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
e a montare l’asino c’è rimasto Dio
il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido..."
Anche a Marina di Vecchiano ci sono tante crêuza de mä, ma che, viceversa, portano da casa verso il mare ed è Dio che ci abita.
La poesia è la stessa.
La canzone è stata la base musicale dell’inaugurazione del nuovo Ponte Morandi.