Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ugo Foscolo scrisse:
E uscir del teschio, ove fuggìa la Luna,
L’ùpupa, e svolazzar su per le croci
Sparse per la funerea campagna”
Eugenio Montale corresse:
“Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori”
e il Galletto Marzolo risponde:
Fior di giaggiolo,
per voi son galletto e poi marzolo,
la cresta mi dà il mio primo nome
e son già tre mesi che mi poso al suolo.
Fior di pungia,
l’Ugo agli scolari disse gran bugia,
mai son volata sopra un cimitero
e tanto meno il nido è mezognero.
Fiore di gighero,
Eugenio invece mi battezza aligero,
il cuor mi si gonfia e son contento
di beffare chi piscia controvento.
Fior di saggina,
quest’anno, come mi alzo ogni mattina,
un pensiero mi tormenta e mi assassina:
boia mi ci vorrà la mascherina?