Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
C’E’ CHI PUO’ E C’E’ CHI ORSINI.
Se in Italia, la cui democrazia disprezza e calunnia, ci fosse la stessa legislazione sull’informazione di cui godono in Russia, Orsini sarebbe in galera da un bel pezzo.Invece da noi i media, attraverso i quali ci inonda quotidianamente delle sue scempiaggini sulla dittatura del pensiero unico e i suoi effetti perversi, lo hanno trasformato in un opinionista, accreditandolo presso un pubblico di anime malconce.
Se invece di Draghi, che dice esplicitamente di odiare, ma nessuno lo banna, qui ci fosse un Putin antirusso e la dittatura di cui parla, sarebbe stato già arrestato per fabbricazione, detenzione e spaccio di menzogne politiche stupefacenti, furto di verità, con l’aggravante dello scasso dei cosìddetti, omicidio dell’intelligenza del consenziente e circonvenzione di incapaci.
In un paese normale uno così, dopo averlo sentito parlare per tre minuti tre, lo terrebbero lontano da una telecamera per i prossimi centocinquanta anni.
Invece noi amiamo la nostra democrazia sbocconcellata e amiamo alche lui che la sbocconcella. Chi può preghi gli dei che ce li conservino entrambi. Perché è bello, dopo una giornata faticosa, tornare a casa e ascoltare i suoi sproloqui che ti restituiscono tutta la ragione delle idee contrarie alle sue. E pensi, guardandolo, che nella vita infondo l’hai scampata bella.
C’è chi può e c’è chi Orsini.