Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Fino a che punto può arrivare la stanchezza di un essere umano, una mamma di un figlio con gravissima disabilità che "purtroppo" anche se non vorrebbe è umana. Io sono soddisfatta dei risultati ottenuti con Matteo, dopo tutto quello che ha avuto sono riuscita a renderlo ancora più vigile e reattivo di prima, ma sono così stanca che a volte ho difficoltà a sentirmi "viva".
Dove sono tutte quelle strutture, persone, professionisti che mi dovevano appoggiare? Che vengono pagati utopicamente per fare questo? Siamo invischiati in protocolli infiniti e inesistenti, ma il tempo passa e ogni giorno perso ad aspettare risposte toglie possibilità. È una cosa schifosamente reale, ti portano ad essere così stanca e sola che la voce per urlare non ti esce più, questi sono i veri MOSTRI, persone come me, vestiti come me, "umani" come me, con figli come me, famiglia come me.
Però hanno il "potere" decisionale di rendere la vita di noi genitori di ragazzi con disabilità un inferno perché per loro rappresentiamo solo un modo per fare carriera lavorativa, un guadagno.... “signora ma non ho personale, signora la capisco benissimo ma l'iter è questo ecc”.
Vai avanti con l'appoggio di pochissimi professionisti umani che ti guardano negli occhi e vedono solo una mamma che ama suo figlio tanto da annientarsi e non un punto in più per fare carriera!!
Ti reinventi, crei oggetti che possono stimolare, aiutare e così vai avanti fino a che puoi
Michela Aloigi