Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Buddha disse: Il loto profumato che rallegra il cuore cresce nel fango sul ciglio della strada.
Uno dei nostri più noti detti è: non c’è rosa senza spine e in India ne hanno uno simile: non c'è loto senza stelo.
L’interesse per l’oriente da parte di D’Annunzio lo si percepisce da quanto affermerà nel 1923: «Nel Giappone nei dintorni di Kyoto abiterò un vecchio tempio di legno fra i ciliegi lievi e gli stagni coperti dai fiori del loto e i sorrisi discreti dei bonzi…»
Il fiore di loto ha numerose caratteristiche femminili… e forse è per questo che in India le donne più attraenti vengono dette padmin, cioè “signore del loto”, fiore afrodisiaco e divino, ma la sua caratteristica più nota è quella di essere anche narcotico tanto che Omero fa sì che il suo eroe costringa i suoi uomini ad allontanarsi dall’Isola dei lotofagi per non dimenticarsi il famoso rientro a casa.
Non sono Ulisse, anche se girone, e non era la “presunta” droga che aleggiava sopra le migliaia di fiori che avevo davanti che mi suggeriva di allontanarmi, ma la paura che la loro bellezza mi legasse troppo alla natura nella quale ero immerso…
e sì, avevo paura che non ricordassi più dove avevo lasciato la macchina!