Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Toccare il fondo
Quanto più in basso devo andare per toccare il fondo? Scavare nell’anima per poi risalire in superficie e poter respirare un’altra boccata d’aria.
Ancora una.
Rallento il respiro, il cuore non accenna a frenare la sua corsa, respiro ancora, finalmente mi calmo sento la brezza leggera sul mio viso.
I miei arti con movimenti lenti mi tengono a galla, arriva una altra ondata di problemi e scendo ancora più giù verso il fondo.
Le lacrime si confondono con il blu del dolore che provo, i sentimenti si accavallano come onde sulla spiaggia, la spuma bianca stordisce la mia testa, penso ma non penso se solo fossi coraggiosa, potermi fermare restare a galla nel mare di sentimenti che provo… solo per poter riflettere riprendere energie e avere il coraggio… la corrente è forte e allora mi riporta giù nel fondo ho poca aria ora nei polmoni. Lotto con me stessa da tanto tempo ormai, mi sono convinta che sto bene qui nella zona d’ombra, il mio fisico ne risente, non riesco a trovare autostima…forse è in quel fondale che fatico ad arrivare.
Quanto ancora devo andar giù?
Sembra diventato un pozzo senza fondo non sento più niente, prima era solo un mare infinito di emozioni contrastanti.
Mi domando perché non ho la forza? Perché non voglio stare bene? Paura dell’ignoto? La paura mi paralizza? Non lo so e nell’indecisione mi fermo qui in bilico. Tra la luce e l’ombra.
Mi sono arresa un’altra volta è strano faccio la dura con le altre persone ma con i miei mostri non ho coraggio.
Come vorrei essere l’eroina di me stessa
Irene