Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sono un amante del dialetto, il vernacolo, che alla pari con quello romanesco, riesce con uno stile satirico ad evidenziare i difetti e le debolezze dell’animo umano.
Sono affascinato dal maggior poeta “de Roma”, Trilussa, all’anagrafe Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, e dalla sua serie di poesie che lasciano il pensiero dopo il sorriso. Gli animali sono usati per similitudini e/o riferimenti comportamentali e, come il famoso Esopo, ha usato la tartaruga senza però raccontarla come novella morale, ma come fatto reale.
Tutto questo mi è venuto alla mente quando ho visto il nipotino (sempre lui direte!) giocare con la sua tartaruga.
La Tartaruga disse a la Lucertola:
— Abbi pazzienza, férmete un momento!
E giri, e corri, e svicoli, e t'arampichi,
sempre de prescia, sempre in movimento.
Me fai l'effetto d'una pila elettrica...
Te piace d'esse attiva? Va benone.
Però l'attività, quanno s'esaggera,
lo sai come se chiama? Aggitazzione:
forza sprecata. È la mania der secolo.
Correno tutti a gran velocità:
ognuno cerca d'arrivà prestissimo,
ma dove, propio dove... Nu' lo sa.
Gioele scusami se ti faccio far la parte della lucertola!