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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Umberto Minopoli (a cura di BB, red VdS)
Una marcia immorale: non c’è pace senza giustizia

5/11/2022 - 9:33

Una marcia immorale: non c’è pace senza giustizia

Umberto Minopoli sabato 5 Novembre 2022

 
Il G7 : “Russi interrompete subito l’aggressione”.

I manifestanti di Roma: “pace, si fermino le armi”. Sono appelli uguali e di pari significato? No.
Il primo appello pone la condizione unica perché le armi si fermino: che i russi si ritirino a casa loro, che si ripristini l’integrità dell’Ucraina, che la Russia lasci l’Ucraina occupata e che quest’ultima possa sedersi ad un negoziato senza l’umiliazione di avere un terzo del proprio territorio occupato da un esercito straniero. Questo non sarebbe pace, ma capitolazione. E, dunque, irrealizzabile.
Anche perché, sul campo, la Russia non sta vincendo la guerra. E, dunque, il “cessate il fuoco” senza il ritiro dei russi sarebbe la richiesta di una pace ingiusta. Sarebbe decretare la mutilazione dell’Ucraina e premiare la prepotenza di Putin.
Per questo il generico appello alla pace, per quanto nobile possa apparire, è sbagliato e ingiusto. E’, ancora, comprensibile come afflato di un Papa. Che è autorità morale e religiosa.
Ma Stati, governi e partiti politici hanno il dovere di indicare le condizioni reali, giuste e possibili di una pace in Ucraina: che termini l’aggressione e che si ripristini l’integrità dell’Ucraina, aggredita e occupata.
I politici che non dicono questo e che si trincerano, per sfilare, dietro le parole del Papa, vengono meno al loro dovere di uomini di Stato e non di religiosi. E strumentalizzano la specificità del messaggio morale del Papa, inquinandolo con l’ingiustizia politica: chiedere una pace che sancisca, nei fatti, la vittoria della Russia, della sua perversa aggressione imperialista consegnando, nei fatti, all’invasore una parte del territorio ucraino, conquistata con la violenza e l’imbroglio dell’annessione.

Se il Papa è giusto che parli di pace, la politica ha il dovere di parlare di pace “giusta”, cioè di ritiro dei russi.

Per questo alla manifestazione di Roma, inquinata dall’ingiustizia della richiesta della resa dell’Ucraina alla sua mutilazione, è immorale andarci.



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5/11/2022 - 12:59

AUTORE:
Lettore

Crescono i sondaggi che confermano che non solo da tempo il Pd non è più il primo partito del sistema, né il primo partito della maggioranza ma neppure il primo partito tra le opposizioni Una stagione sembra oramai finita
Altro che ritrovamento costituente con Art.1!
Un epitaffio da pietra tombale. Quel che resta, confuso e senza dignità, lascia Roma alla marcia finto pacifista convocata dal pupo di Putin. Persino i sanpietrini, con le loro pietre d'inciampo si vergogneranno per un tale tradimento dei valori umani.
Quando apprendemmo della cordiale pratica consociativa tra Buzzi e Carminati, benedetta dai teorici del sistema Roma, qualcuno degli osservatori più attenti comprese l'orrore della deriva futura. Ma che la Roma di Porta San Paolo venisse abbandonata nelle mani di un gruppo di pugliesi della Sacra Corona Unita era troppo anche per la più fervida delle immaginazioni.
Ripartiamo da Milano e lasciamo che i morti sotterrino i morti.