Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Come dice René nel suo commento alla foto precedente ci sarebbe da preoccuparsi se anche la Natura fosse in uno stato di attacchi, contagi e stravolgimenti biologici o non calcolati.
La foto di oggi non è una malattia, ma piuttosto un modo per il cipresso calvo di farsi notare (non ce n’è bisogno!) o di elaborare le sue stranote radici, i pneumatofori, rimaste emerse dal fondo delle zone umide, Fiumaccio e Unione, e della loro forma allungata.
Sono 150 anni che il Taxodium distichum fa uscire le sue cilindriche radici in verticale, strategia per assorbire quegli elementi gassosi che non troverebbe nel terreno allagato, e lo fa elaborando migliaia di forme ma sempre in colonnine dritte torte curve intrecciate sdoppiate tanto da far dire ad una bambina di una scuola che stavo accompagnando nella Tenuta Salviati: “ma questo è un presepio!”
Io stamattina, trovando questo pneumatoforo, ho detto: “ma questa è un’opera d’arte”.
p.s. mi è arrivata ora una poesia di un'amica che non poteva essere più appropriata:
Andate nel bosco, andate.
Se non andate nel bosco, nulla mai accadrà,
e la vostra vita non avrà mai inizio.
Andate nel bosco,
andate.
Andate nel bosco,
andate.