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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Ezio Di Nisitte
CENERE

21/11/2022 - 11:20

CENERE


Trovo Astorfo ar barre:
«O Ezio, lo voi, un camino?»
«Un camini…e cosa mi voresti da’?»
«Maiale Ezio come siei duro di ‘omprendonio, tò detto un camino!»
«Astorfo, ma mi pigli per ir culo? Ho ‘nteso che un camini, ma se un mi dici ‘osa mi voi da’ e un fenisci la frase…»
«Ezio, te lo voglio dì come si fa a bimbi piccini, tò detto se voi un Camino, di velli che ci si brucia le legna e fanno ir foo e ci poi fa anco la brace, ci poi coce anco le patate drento la cenere, per un parlà delle cipolle…e poi ti ci poi anco scardà, ora hai intesoooo?»
«Aaaaaaaa, ma allora dilloooo, comunque un n’ho di bisogno c’ho ir riscardamento a gatte»
«Ezio vorai dì a gasse…»
«No no, ho detto bene, siei te che un intendi stavorta, c’ho ir riscardamento a gatte, no’ prese due, a una n’ho misso nome Vampa e a quell’artra Terma, la sera una io e una l’Aida ci fanno cardo, si mettano sopra le ‘operte e inviano a fa le fusa, tempo tre m’addormentano, con meno di vindici euri di mangià ar mese sono apposto, poi via via n’allungo du avanzi, ho trovato ‘r verzo di rispiarmà, e la bolletta l’ho attaccata ar chiodo!


Quello che invece un ho attaccato ar chiodo, ma ce l’ho impresso ner poo cervello che m’è rimasto, è come si preparano le cipolle e le patate nella cenere…
intanto ci vole la cenere e la brace, ma ci vogliano anche delle belle cipolle, delle patate, l’olio d’oliva bono, ir sale e un poino d’aceto.
Allora partimo:
preparate un po’ di brace da una parte e riopritela con la cenere, metteteci sopra le patate e le cipolle, marraccomando senza sbuccialle, e riopritele con dell’artra cenere e dell’artra brace, un esagerate, ne basta poa, ecco, andate a fa’ cosa vi pare anche una bella partita a scopone scentifio, tanto per armeno un paio d’ore o du ore e mezzo,devino coce, e ve n’accorgete perchèdoventeranno moscie come…un me lo fate dì, sennò letio….
Quando le cipolle ènno pronte, levateci la cenere e sbucciatele, poi basta taglialle e con un pizzio di sale, un filo d’olio e uno zizzinnino d’aceto le mettete sulla tavola e durano quanto un abbaiotto di ‘ane; con le patate invece un vi provate a levacci la buccia! La dovete lascià lì dovè, pigliate un cencio e dateni una struciatina per sporveralle dalla cenere, poi ni date una cortellata ner mezzo e mettetela sulla tavola, a condilla con der sale, ognuno ci penza da se…
BonappetEzio!






Fonte: Ezio Di Nisitte
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