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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Umberto Mosso
CHE C’E’ SCRITTO NEL “PIANO DI PACE CINESE”?

22/3/2023 - 9:10


CHE C’E’ SCRITTO NEL “PIANO DI PACE CINESE”?

 

Dopo l’incontro tra Xi Jimping e Putin, Zelensky ha fatto sapere che si aspetta una telefonata dal leader cinese per discutere con lui del punto di vista del legittimo governo ucraino sulla guerra russa. Evidentemente anche per approfondire dettagliatamente cosa ci sia scritto e cosa no nel piano di pace cinese. Anche io vorrei leggere la traduzione dall’originale di quel piano e non farmene raccontare da altri solo alcuni passaggi e le loro interpretazioni finali. Spero che i governi europei ne siano a conoscenza e che sia messo a disposizione dell’opinione pubblica, che non può essere limitata dalla conoscenza dei soli commenti. Il passo della RPC, per esplicite dichiarazioni di Xi, da l’interpretazione più autentica delle ragioni politiche vere della guerra di Putin. Cioè far esplodere in modo violento e brutale le contraddizioni di una globalizzazione che molti, anche in occidente, definiscono “non governata”, e che comunque mostra da tempo limiti geopolitici e socioeconomici, con forti criticità sui piani dell’approvvigionamento energetico e del degrado ambientale. Oltre che, ovviamente, su quello delle libertà e dei diritti umani e civili.La Russia, in modo imperialista e anche con interessi diversi da quelli cinesi, pone il tema del, così detto, “nuovo ordine mondiale”, che ha enormi riflessi negativi anche per la sicurezza e la democrazia soprattutto in Europa. Putin, anche forzando la mano alla Cina, ha deciso di iniziare la sua battaglia per realizzare quel “nuovo ordine mondiale” attaccando l’Europa credendola l’anello debole del sistema occidentale. Perché questo è il motivo strategico della sua aggressione all’Ucraina. Il Donbass è un pretesto dal 2014 e il rafforzamento della Nato era dovuto stanti le premesse di Putin.Destrutturare l’UE è il suo obbiettivo principale, a parte un criminale recupero territoriale in Ucraina. Questo voleva essere il suo trofeo da portare, un anno fa, alla Cina. Non ci è riuscito, ma ora Xi è in alto mare.Deve decidere se confermare la strategia cinese di una competizione economica mondiale, comunque estremamente insidiosa, come ad esempio in Africa, ma condotta senza guerre frontali con l’occidente o essere spinto dalla forzatura di Putin, che reagisce così al declino economico e politico dell’impero che sognava. Xi è in mezzo al guado. Non può accettare di essere guidato da una mosca cocchiera disperata, ma non può neanche perdere una pedina fondamentale per ridisegnare il “nuovo ordine mondiale” alla sua maniera.Quindi deve mettere sotto controllo la Russia, casomai accrescendo il suo ruolo mondiale come stabilizzatore del nuovo mondo.

Fanno bene gli Usa ad ammonire la Cina a non seguire la Russia su quella strada. A ribadire a Xì l’intenzione di accettare un duello competitivo sul piano economico secondo le regole del mercato globale che anche la Cina ha accettato e pratica da oltre venti anni con un profitto che potrebbe scemare.La crescita cinese al 3% del Pil è un segnale allarmante per Xi e la sua stabilità. Regole, comunque, da riformare, come chiedono altri importanti Paesi come l’India o gli Stati del Golfo. Dunque con la Cina e quegli altri Paesi bisogna discutere e trovare accordi per poter arrivare alla sicurezza e alla pace in Europa. Tenendo in primo piano i nostri valori di libertà e i nostri diritti democratici.

Conto molto su un dialogo diretto tra Biden e Xi Jinping, come fu quello del 21 febbraio 1972 tra Nixon e Mao Zedong.

L’UE può svolgere un ruolo importante.

Volendo.

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