Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Così urlava l’arsellaio girando per le strade del paese con un carretto pieno di sacchi di quelle piccole gustose arselle o nicchi.
Altri tempi, altri modi di vendere questo meraviglioso mollusco che ora viene controllato e protetto, almeno per questo mese di aprile, poi ricomincerà di nuovo la corsa all’arsellina!
Sull’argine della Barra, in un cumulo di terra che uno escavatore aveva tempo fa preso dal fondo, c’era un guscio marrone che mi ha incuriosito e accanto un altro e poi un altro ancora.
Erano conchiglie morte e piene di fango, vuote, solo una era chiusa e pesante e quando a casa con un coltello l’ho forzata è uscita la sorpresa: era viva!
Era stata scavata da 3 o 4 mesi, minimo, e non capisco proprio come abbia resistito all’aria così tanto.
Mio nipote mi ha chiesto che “arsella” fosse e se era buona da mangiare.
“Certo che è buona e ne ho preso una sola che per un sughetto d’arsellona basta e avanza e se non ti piace la pasta si può fare alla griglia, il limone c'è”.
Vi lascio con il dubbio: l’ho mangiata o no?