Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Risono con gli animali in mano e difatti la pelle delle mie appendici prensili sta diventando coriacea rugosa e simile a quella delle bestie.
Questa volta è toccato ad un gamberetto della Louisiana (quello detto stupidamente killer) che si è accollato un lungo tortuoso pericoloso viaggio dalla Storrigiana, che corre ad una sessantina di metri dal mio giardino, schivando tre o quattro gatti giocherelloni, una colonia di gazze fameliche, per venire a giocare con me.
O allora? Cosa ci posso fare se alle bestie sono simpatico?
Niente in confronto agli animali dei quali e sui quali scrissi un libretto con fatti storie e sonetti che li riguardavano: animali conosciuti ma proposti in modo “sibillino” (ermetico direbbe l’amico P_G).
Ora questo lo riconoscerete subito!
Anco ‘ peggio hanno su’ mà!
N’avevin promesse tante per inquà,
n’avevin detto ‘r crima gliera bello,
che le gente qui n’amavin la bontà,
che poteva venicci ‘r su’ fratello.
Prima era rossa a ppari di vergogna
rinchiusa sottomonte ner buiore,
della su’ terra sempre lei si sogna,
ma via alla fine scappa ar protettore.
Accettà deve di tutto pe’ campà,
ma c’è una ‘osa che di più la turba:
è ‘r nome ch’a’ bimbi han dato d’ammazzà’!
Lei, che di ‘velle che vivin ‘ndella fossa,
a ssentì’ tutti è certo la più furba,
ni tocca dar bollore…vienì’rossa!