Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Se lo spessore del petalo precedente era quasi impalpabile, queste foglie sono “corazzate” e spesse tre/quattro centimetri, ospiti inclusi.
La foglia, si vede nitida nella foto in basso, è di “olmo” e gli ospiti, alcuni sembran funghi, altri bolle e altri ancora fiori in boccio, è una malattia nota come “bolla dell’olmo”, che colpisce appunto questa pianta.
L’olmo è noto come pianta sensibile alle punture di speciali insetti: Cinipidi, una famiglia di piccoli imenotteri, e diversi piccoli ditteri della famiglia dei Cecidomini, le cui femmine iniettano il veleno mentre depongono le uova; a seconda del tipo ogni galla può contenere una o più larve, evidentemente protette dalla galla stessa, fornitrice anche del nutrimento necessario allo sviluppo della larva. Ogni specie provoca la crescita di un particolare tipo di galla.
La scienza che studia le galle si chiama Cecidiologia dal termine cecidio (galla) che deriva dal greco Kekis.
Questo il “lato oscuro” della Natura.
p.s. il 90% delle galle dell’olmo sono rosse e tonde, queste sono una rarità.