Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Questa volta erano 4 le generazioni presenti (la mia famiglia lo era con ben tre: io figli e nipoti), tutte legate alla scuola che le ha accolte fin da piccoli, amorevolmente e con un insegnamento esemplare. Rappresentavano gli “alunni-allievi” i piccoli (compassati), non ex ma di ruolo, che quest’anno frequentano la quarta e la quinta, quelli (timidi) che sono passati alle medie, tantissimi (gioiosi) che sono alle superiori, una bellissima ciurma (chiassosa) di ormai padri e quasi e in fondo, nel senso dell’età e della scelta del tavolino, nonni e (quieti) felici nostalgici.
Il fatto dell’allarme meteo ha fatto spostare all’interno del refettorio quello che era programmato nel grande piazzale esterno, cosa che all’inizio aveva creato una confusione di voci allegre, ma che poi si è trasformata in una vera “cena fra allievi”.
Le collaboratrici e collaboratori, interni e volontari, hanno svolto un servizio esemplare non solo perché erano presenti amici e parenti, ma con lo stesso naturale spirito di simpatia e dedizione.
Un ringraziamento particolare alle cuoche e, ovviamente, alle Sorelle francescane.
Alla prossima!