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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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Un pollaio di 800 anni fa!

29/7/2023 - 22:33



Il vasellame antico mi ha sempre affascinato ed è cresciuto dopo alcuni casuali ritrovamenti in mare e in terra. Venni chiamato, da giovane, a lavorare presso le cave Mori e lì ebbi i miei primi incontri con una ceramica romana che poteva paragonarsi alla famosa terra sigillata greca. Pezzetti, piccole cose, ma di una carica emotiva straordinaria che diede il via ad una “febbre del coccio” che non mi è ancora passata. Libri su libri e visite nelle zone archeologiche e fortunati ritrovamenti (non da scavi illeciti) ma nel materiale di scarto.

Pisa, come molte altre città, aveva una zona particolare che, nelle fonti scritte del XIII secolo, veniva chiamata "Baractularia". Oggigiorno esiste una via Barattulaia vicino al Ponte della vittoria, presso il Giardino Scotto e non è un nome dato per caso. A quel tempo la legna per i forni che dovevano cuocere la ceramica aveva un prezzo e venne studiato un piccolo oggettino che avrebbe raddoppiato la capienza del vasellame da cuocere: un minitreppiede, che fu chiamato “zampa di gallo” per l’impronta che lasciava dove appoggiava. Questo oggetto, sempre in terracotta, veniva fatto fare dai ragazzi che si sbizzarrivano nello spessore e nella linea, ma che doveva tenere sollevato di pochi centimetri un piatto, o vaso che fosse, messo impilato sul quello a contatto della base del forno. Tutto il materiale di scarto veniva poi gettato in Arno, l’Arno in mare e il mare sulle spiagge a nord della sua foce e quei piccoli triangolini  di coccio nelle mani di curiosi.

Io sono 5 lustri che bazzico la spiaggia di San Rossore fino a Bocca di Serchio e ne ho collezionati, nome e numero da bugiardi, ben 333!
Mi devo sentire un “tombarolo” o simili?
Ci mancherebbe anche questa!

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30/7/2023 - 7:35

AUTORE:
u.m.

Prima di tutto un grazie a Ornella e poi un'aggiunta alla funzione delle zampe di gallo che non era quella di distanziare i piatti che erano già cotti, ma il fissaggio dell'invetratura che essi avevano avuto. In moltissimi "cocci" si trovano le impronte del "gallo" che avevano impedito che lo smalto fosse uniforme, ma tanto lo scopo era raggiunto.

29/7/2023 - 23:26

AUTORE:
Ornella

A dire il vero alla prima occhiata mi pareva pasta, sì quel tipo di pasta artigianale che vendono nei negozi un po' snob, dove la merce non è per tutti...insomma mi parevano tanti piccoli falli con la variazione di colore dovuta alle verdure che si aggiungono all'impasto...poi ho letto e ho cominciato a ridere.
Non mi è mai capitato di trovarne sulla spiaggia e tu come al solito, con la tua solita tenace pazienza ne hai collezionati un numero davvero ragguardevole, complimenti!