Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Io in realtà, tanti tanti anni fa, sentivo queste parole: Repanzol, Repanzol let daun ioar golden eir e capivo perché avevo letto una fiaba dove queste parole le facevan dire alla strega e al principe:
"Oh Raperonzolo, sciogli i tuoi capelli che per salir mi servirò di quelli."
Così scrivevano i Fratelli Grimm nella loro novella di Raperonzolo (che poi era una donna).
Io scendo raso terra e ci trovo un’erba detta Raperonzolo o semplicemente "campanella".
La pianta è molto apprezzata in cucina. Si utilizzano le sue radici, crude o cotte, dal sapore dolciastro, mentre le foglie basali, dal piacevole gusto amarognolo, vengono consumate con altre erbe per frittate, zuppe, sformati e insalate. Con i fiori si possono decorare misticanze e insalate crude.
Nelle radici, nelle foglie e nel fiore, sono contenuti flavonoidi, vitamina C e sali minerali.
Da sempre nella medicina popolare, venivano usati i fiori per infusi e gargarismi, le foglie per impacchi sulle verruche e se ne apprezzavano soprattutto le proprietà diuretiche e digestive.
Le radici contenenti ‘inulina’, possono essere consumate anche da chi soffre di diabete.
Il nome scientifico della pianta, proviene dal diminutivo latino della parola ‘campana’, che descrive la forma del fiore, mentre il termine specifico ‘rapunculus’, sempre derivante dal latino ‘rapa’ allude alla forma della radice della pianta.
Buon appetito a stomaci provati e a quelli delicati.