Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Il venezuelano Henry Stephen nel 1969 scrisse la sua canzone che divenne poi internazionale con l’apporto di Claudio Villa e Nilla Pizzi: “Limon limonero” un paso doble che fece scintille in quegli anni e in quelli a venire.
Io, lo sapete, mi aggancio al passato anche nei piccoli particolari ed oggi, cogliendo i limoni del mio “limonero”, mi è riapparsa alla mente quella musica molto briosa, in contrasto alla storia che raccontava, una storia di un amore ad una fanciulla rubato con l’inganno che poi ebbe un epilogo di “contrappassso” ripagando l’autore con la stessa moneta, un tradimento dell’amata.
Troppo lunga la canzone e troppo fuori linea, per non dire brutta, la traduzione che dà il computer.
Mi limito a rientrare nei panni dell’eterno fanciullo, come Peter Pan, e dirvi che io con i miei limoni non ci farò un “limoncello”, ma un “limoncione”!
Agli amici e amiche (non sono maschilista da mettere il fem. dietro al masc. ma son cresciuto con i vecchi vocabolari) dico che fra un paio di mesi, col fresco, siete tutti invitati a berne un goccetto.
Uno (1) ripeto!
Ammazza che amico!
Dirà qualcuno.