Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Volare oh, oh
Cantare oh, oh
Nel blu degli occhi tuoi blu
Felice di stare quaggiù
E continuo a volare felice più in alto del sole
Ed ancora più su
Mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu
La tua voce è una musica dolce che suona per me
Volare oh, oh
La canzone italiana più conosciuta al mondo “Nel blu dipinto di blu (Volare)” che Domenico Modugno lanciò nel 1958 e che la feci mia per il legame che avevo con il mare e il cielo e per gli occhi di una ragazzina vicina di casa quando abitavo a Metato.
Non ridete ora e non rimarcate che questo mio attaccamento a Migliarino stona con la provenienza di una frazioncina di San Giuliano!
Due anni dopo, avevo allora 18 anni, ebbi l’incontro traumatico con Edvige, o meglio con un centinaio di cartoline che la mia amata, immaginaria per me ma reale nella sua vita, aveva scritto al fidanzato e che avevo trovato in una soffitta di una casa abbandonata. Forse da lì è nata la passione delle cartoline che ho collezionato per anni e continuo ancora oggi a cercare nei mercatini (soffitte non ce ne sono più)!
Le frasi d’amore erano da “manuale dei perfetti innamorati” dato che l’amato, militare e sempre in missione, rispondeva nello stesso tono.
La più usata era: Amoti pensoti bacioti, in una forma inusuale per ora, ma devo ricordare che gli anni erano i primi ‘900 e la corrispondenza finì nel 1907 quando finalmente l’amato terminò la vita militare. Le foto sul fronte delle cartoline erano volti di ragazze, innamorati in posizioni affettuose, diverse ma sequenziali, dipinti, fiori e mai nessuna panoramica o di città. Una vera bellezza!
(lui) - Amore mio. Non posso dirti altro che t’amo e che mai mi sazierei stare teco; unico mio tesoro. Vivo adorandoti.
(lei) - Per te amore mio m’è cara la vita! T’amo, t’adoro, ti penso sempre. Mille baci sulla tua adorata bocca la tua Edvige t’invia.
Eccetera eccetera…
Ed io promettovi, cioè a coloro che mi seguono in queste scorribande “sentimental-natural-facete” che questo è l’ultimo scritto sul meraviglioso colore BLU!
Ma Pina Cortese non è d’accordo tanto che ha scritto questa filastrocca per bambini:
La canzone dei colori.
Rosso, rosso… il cane che salta nel fosso.
Verde, verde… la rana nel bosco si perde.
Blu, blu… la barca che va su e giù!
Arancio, arancio… la palla che adesso ti lancio.
Giallo, giallo… il gallo che va a cavallo.
Viola è la viola… peccato che è sola!
Marrone, marrone… il vestito del mago ciccione.
Nera, nera… la nuvola che sembra sera.
Bianco, bianco… il cigno un po’ stanco!
Bambini, vecchietti, signore e signori…
Avanti giocate con tutti i colori!
Non vi libererete facilmente nè di me né dei colori!