Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
La dura vita di un babbo!
“Cra cra, o babbo ma oggi non si mangia? Abbiamo una fame da schiantà, senza turisti ciabattoni e sudicioni si deve morì di fame? Cra cra!”
E così una lunga tiritera di richieste di cibo finché:
“Ma fatela finita o sfondati! Vi siete ingrufiati 14 patatine fritte, un cono gelato colla rena, una decina di ruzzuolamerda e un muggine mezzo marcio che ci ho rimesso du beccate da un gabbiano!”
Ma le richieste continuano sempre più frequenti finché:
“Non li ho mai capiti gli umani ma ora capisco perché hanno preso il nostro verso, “crac”, per indicare una rottura. Loro dicono che è “parola onomatopeica", eh!, saremo brutte noi cornacchie ma no stupide, e allora ora io dico che hanno, ma solo questa volta sola, ragione:
Crac Crac Crac, mi avete rotto i coglioni:
Cra Cra Cra!”