Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
INVECE TANTE, MA TANTE DI MENO!
Nella piattaforma delle manifestazioni indette da “Non una di meno” le organizzatrici hanno scritto: "Lo stato Italiano deve smetterla di essere complice di genocidi in tutto il mondo e schierandosi in aperto supporto dello stato coloniale di Israele, appoggia di fatto il genocidio in corso del popolo palestinese". E ancora chiede "un chiaro posizionamento in favore del popolo palestinese e della sua liberazione e una visione antimilitarista che ci permetta di evidenziare come i conflitti armati siano l'espressione più terribile della violenza patriarcale".
Si tratta di affermazioni discriminatorie di donne verso altre donne, quelle iraniane, afgane, iazide, siriane, ucraine e israeliane, la cui sorte è stata cancellata dalla memoria come se il loro assassinio non fosse frutto della violenza patriarcale che dicono di voler combattere.
Non una parola su molte centinaia di donne che mancano all’appello, come se quel “non una di meno” per loro non contasse. E che ipocrisia dire di non essere contro le donne israeliane, ma solo di voler combattere contro chi occupa la Palestina, ma non contro chi occupa l’Ucraina violentando e assassinando donne.
Ditelo che per voi le donne e le bambine israeliane stuprate, fatte a pezzi, arse vive, i loro corpi mostrati in orridi caroselli tra la folla festante in cerca di un selfie con le prede annientate, ditelo che quella fine se la sono voluta e che è comunque da comprendere e giustificare.
Ditelo, come lo dicono, qui da noi, i maschi stupratori e i loro sodali da bar.
“Non una di meno” tace oggi in piazza sulle tante di meno che ha degradato al rango di non donne da dimenticare. Come continuano a fare i loro aguzzini. Comprendete le ragioni di fondo, le cause profonde della loro violenza contro le donne nemiche? E chi tace oggi è complice, cinicamente e vergognosamente privo di etica e credibilità politica