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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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La Banda dei Ferrovieri di Pisa.

25/1/2024 - 21:22



Senza alcun riferimento alla giornata odierna (26 gennaio per chi legge), ma solamente per un fortunato ritrovamento di un piccolo foglio, scritto tanti anni fa dal vecchianese Narciso Baroni, da parte di sua figlia Matilde e che viene a dare un piccolissimo contributo al “ricordo”.
 
La Banda dei Ferrovieri di Pisa a Casciana Terme.

Si partì da Pisa con una parte della Banda dei Ferrovieri di Pisa su un camion all’aperto seduti sulle sedie per andare a suonare a Bagni di Casciana. Quando si arrivò verso Casciana e cominciarono le curve le sedie andavano di qua e di là. A Casciana ci accolse il Sindaco.

Si doveva suonare anche una parte dell’”Andrea Chenier” e siccome c’era un pezzo de La Marsigliese e in quel tempo Mussolini era in pessimi rapporti con la Francia, il Direttore della Banda che era con noi andò a chiedere il permesso al Federale del posto.

Con molto sussiego il Federale pensò, valutò, si misero d’accordo e poi diede direttive.
Quando si arrivò a “La Marsigliese” fu intimato il silenzio e il Federale, tutto bardato a puntino, in piedi gridò “Per la Francia: feu feu baù” che era un modo fascista di disprezzare qualcosa o qualcuno.

Poi si suonò.

Era circa il 1930
Memorie di Narciso Baroni, che nella banda dei Ferrovieri suonava la tromba, consegnate alla figlia Matilde circa nel 1990


Segue poi una foto della stessa Banda dei Ferrovieri di Pisa, questa volta  a San Giuliano terme nel 1932.
I due sotto la fontana sono, a sinistra quasi di profilo Narciso Baroni (quello che racconta la storia) a destra appena più basso suo fratello Vittorio Baroni, con il clarino, che diventerà don Vittorio Baroni missionario della San Vincenzo de' Paoli.

Era nato a Vecchiano.

Nella biblioteca di Vecchiano c'è il suo libro importante di cura con le erbe.

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26/1/2024 - 15:24

AUTORE:
Anna Tomeo

ha ragione mi sono confusa con un altro evento storico per l'Europa, la caduta del muro di Berlino, grazie per averlo rilevato mi scuso coi lettori l'ignoranza a volte insegna.

26/1/2024 - 15:11

AUTORE:
Dispetto

...pignolo ma le ricordo che Enrico Berlinguer è morto nel 1984. Forse anche suo padre se n'è andato nello stesso anno...

26/1/2024 - 11:07

AUTORE:
Anna Tomeo

Grazie a Matilde Baroni, con questo scritto ho ricordato mio padre che suonava il clarinetto nella banda del paese e conservo ancora oggi nella sua custodia come un cimelio. Era un falegname che dopo la guerra è ritornato a casa ed ha sposato la cognata rimasta vedova il giorno dopo del suo matrimonio e così cambiato mestiere diventò ferroviere e dovette lasciare il suo paese e la sua banda. Sono sicura che ha sempre rimpianto la sua terra ma soprattutto la sua banda musicale perché la musica è sempre rimasta nel suo cuore difatti non faceva che ascoltarla ma quella sinfonica la grande musica come diceva lui e cantava con nostalgia i versi più famosi delle opere specie quelle di Puccini che amava tanto e qui a Pisa ha avuto modo di ascoltarlo e di visitare i luoghi dove ha vissuto. Riposa nel suo paese però e se n'é andato nel 1989 lo stesso anno di un altro suo beniamino "Berlinguer" che ci ha lasciato in un momento storico e importante e di cambiamento della Europa da non dimenticare oggi.