Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Questa volta non voglio scherzare su un animale “strano” o ritenuto tale, ma vedendo questa radice, che sembra essere un mostro, mi è venuto in mente il mitico “Moloch”.
Questo era il nome di una cornuta orrenda divinità pagana che i fenici, gli ebrei, gli egiziani, i cananei adoravano al punto di sacrificare la vita del loro primogenito in suo onore. La convinzione di questi popoli era che l’olocausto avrebbe offerto al bimbo la divinità e che questi sarebbe poi divenuto il protettore della famiglia.
Non riesco a non pensare alle brutalità fatte dai discendenti di tali popoli perpetrate il nefasto 7 ottobre e non riesco a dire niente perché già detto e perché mi tremano le mani e mi si appanna la vista.