Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Piove, il Serchio intorba.
Per i migliarinesi la torba non è quella del lago di Massaciuccoli, quel deposito composto da resti vegetali sprofondati e impregnati d'acqua che essiccata può diventare combustibile, è il bel color marrone che il fiume prende dopo abbondanti piogge in quel di Lucca, quel colore che richiama più del rosso ai tori e che scatena la corsa alla “costruzione” della mazzacchera, quell’opera d’arte piscatoria e che fece dire al creatore: fiat lombricus ad masacaras.Non ci credete, fu solo la nascita dell’Enel!Noi continuiamo con il vernacolo che non va buttato alla discarica dell'italiano e neanche messo in cantera di fondo.
Umori e bruciori
Bene! ‘r cielo piscetta già ‘n goccino,
er merlo ‘n terra ha ‘nviato a raspettà’
‘nder mentre er bécio arza su ‘r capino
che funit’ha ‘r su’ lavoro a ttrapanà’.
Ma Pruvio giù arrovescia la massaia;
doventa tutto mòta ‘nun baleno:
un lago ‘ndove prima c’era ll’aia,
pare ll’acquaio un fiume tutto pieno.
“Boia, le penne! Povero meschino!
‘r mangià’, er nidio, la ‘ovata orba
se ‘r cielo ‘un passa svèrto sur bellino".
“Piangete voi? E a mme, s’entorba?
Pe’ lla pesca mi stiaffano un filino …
in ‘vella parte opposta della ‘hiorba!”