Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
NESSUNA SORPRESA.
Il monologo di Scurati celebrava la Liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. Celebrava i martiri che avevano dato la vita per restituire, oltre alla libertà, l’onore all’Italia che, da allora, potrà riprendere il cammino di civiltà che la porterà ad essere tra i fondatori dell’Unione Europea.
Quel monologo criticava duramente Meloni, la leader della destra post fascista, per non avere mai chiaramente condannato il fascismo e i suoi orrori e non avere mai fatto alcuna autocritica sulla sua formazione e storia politica nata e vissuta, fino ad oggi, nel culto di quel passato.
Condivido quel monologo nel contenuto e nella forma. Il fatto che la Rai abbia, maldestramente, tentato di censurarlo, conferma che Meloni e il suo partito sono tuttora intrisi di quella cultura.Ovviamente Meloni e i suoi boiardi la interpretano da meschine mezze figure. Sono solo una palla al piede per l’Italia e per l’Europa.