Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
CALENDA HA GIOCATO A PERDERE.
Discuteremo approfonditamente e ci faremo tutte le autocritiche del caso ma su un paio di cose non sarò mai d’accordo.
Se è vero che la sconfitta di oggi nasce dalla rottura del Terzo Polo di un anno fa, è altrettanto vero che di quella rottura ha tutta la responsabilità Calenda. Non accetto versioni disoneste o di comodo, in particolare quella che attribuisce pari responsabilità a Renzi e Calenda, accreditata dai peggiori media con l’unico scopo di tirare la volata al bipolarismo di Meloni e Schlein.
La responsabilità di Calenda è stata confermata quando non ha accettato di confluire nella lista SUE mettendo il veto su Renzi. Quella folle decisione ha reso vani oltre 1milione e 600mila voti che avrebbero rafforzato Renew Europe con almeno 7 deputati liberaldemocratici.Infine trovo sconcertante il rammarico espresso da alcuni per quei voti riformisti e liberaldemocratici rimasti senza rappresentanza. Si rammarichino quelli che hanno disperso il voto dietro le fisime di Calenda, dato che la lista più vicina al quorum era SUE e se quegli elettori volevano farsi rappresentare avevano quella possibilità.
Il quorum è mancato per poco più di 50mila voti e la somma di SUE e Azione supera di 700mila voti il quorum. Non fu SUE a non volere Azione, fu quest’ultima a non volere entrare in SUE mettendo il veto su Renzi. Vale a dire che seppure fosse entrata in SUE Azione al posto di Italia Viva, oggi avremmo avuto lo stesso risultato negativo. Quindi la mia opinione è che la linea di Calenda, o Azione in SUE al posto di Italia Viva oppure Azione da sola, era una linea comunque perdente in partenza e che, per quanto politicamente sciagurato, Calenda non possa non averlo considerato quando ha risposto a Bonino prospettandole questo.
Conclusione, per me Calenda ha giocato a perdere, anche sacrificando il suo partito nato esclusivamente per tagliare la strada a Renzi.