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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Danilo Di Matteo
Glucksmann, l’ago della bilancia

8/7/2024 - 13:39

Glucksmann, l’ago della bilancia

Da noi l’ago della bilancia per antonomasia era Ugo La Malfa (soprannominato, non a caso, Ugo La Bilancia). Si pensi solo alla profetica Nota Aggiuntiva, presentata in Parlamento il 22 maggio 1962.
E Bettino Craxi ha guidato per lunghi anni, nel cuore degli anni Ottanta, l’esecutivo, pur essendo il leader del terzo partito nazionale. 
Oggi in Francia Emmanuel Macron è e resta di certo il presidente. Ma, con un’Assemblea nazionale tanto composita, l’ago della bilancia diviene a parer mio Raphaël Glucksmann, di fatto alla guida dei socialisti. I partiti personali, ecco uno dei messaggi di fondo, forse il principale, del voto francese, sono al tramonto. Un leader è tale in quanto espressione di una tradizione, di una storia, per quanto travagliata, di un radicamento sociale e territoriale. 
Gli elettori d’oltralpe, insomma, non hanno semplicemente impedito alla destra estrema e xenofoba di governare. Hanno anche posto le premesse per una rinascita democratica, pur fra mille e mille ostacoli, difficoltà e insidie; hanno provato a indirizzare le istanze di una società più che mai complessa e in crisi lungo il solco della République. 
Una scommessa e una sfida per l’Europa intera.


Danilo Di Matteo
Psichiatra e psicoterapeuta con la passione per la politica e la filosofia. Si iscrisse alla Fgci pensando che il Pci fosse già socialdemocratico, rimanendo poi sempre eretico e allineato. Collabora con diversi periodici. Ha scritto “L’esilio della parola”. Il tema del silenzio nel pensiero di André Neher (Mimesis 2020), Psicosi, libertà e pensiero (Manni 2021), Quale faro per la sinistra? La sinistra italiana tra XX e XXI secolo (Guida 2022) e la silloge poetica Nescio. Non so (Helicon 2024) È uno degli autori di Poesia e Filosofia. I domini contesi (a cura di Stefano Iori e Rosa Pierno, Gilgamesh 2021) e di Per un nuovo universalismo. L’apporto della religiosità alla cultura laica (a cura di Andrea Billau, Castelvecchi 2023).






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8/7/2024 - 14:07

AUTORE:
Bruno della Baldinacca

....si impara...dalla DC.
I democristiani persero la centralità e "usarono" Ugo e Bettino per rimanere al governo della nazione.
Lo potevano fare?
Si! e lo "fenno" disse Giannino del Ciati.
...ma se i socialisti stavin con noi disse Giordano, si vinceva anche noi.
Doveva essere Enrico Berlinguer a provar di vincere con il giovane socialista Bettino Craxi, ma con i se ed i ma non si fa la storia.
Alla prossima "vederemo"- cit: sempre Giannino del Ciati🙋‍♂️
bona🤷‍♀️