Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ormai non ci meravigliamo più di niente: uccelli strani nidificano sui nostri tetti, pesci di 80 chili li prendi anche a Ripafratta, lupi che ti vengono a buttare all’aria i contenitori dell’organico, cimici di tutti i colori come coriandoli, i granchi che veston di blu, le orate le peschi ai ponti di Migliarino, i gamberi della Louisiana ora sono in corte della Luigina, le zanzare si son montate la testa e ora sono tigri, le meduse ora non son più cavoli che le vedi da lontano ma farfalle di moccio urticante, nei campi pascolano uccelli dall’enorme becco ricurvo che han detto che è meglio San Ranieri della Sfinge, cani più piccoli di gatti e gatti più grossi di alani.
La lista è lunghissima e si rinnova giorno dopo giorno e noi, poveri romantici visionari, si giocava con piccole similitudini, inventate le più, per avere un finto stupore di un finto animale che fingeva di far paura.
Il linchetto, il lupo mannaro non fanno più paura, non l’hanno mai fatta!
Ora c’è l’esotico che la fa da padrone e diavolo!
Ritorniamo alla foto, questa volta non chiedo cosa sia e dove sia, lo dico io subito: non è una pinna, non è un pescecane, non è un fotomontaggio, non è uno scherzo…è…(se dico culo qualcuno/a dirà è nova!!)…il posteriore di una folaga che si è tuffata di testa in Serchio!
p.s. i colori sono venuti così, di suo!