Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Nessuno di noi conosce il nome di questi giocosi insetti, nemmeno i milanisti e solo per il colore delle vesti, ma tricodhes apiarius non ha corrispondenza in italiano.
Qui la cleride (forse) segue la lucciola (ma poi perché lucciola e non lucciolo dato che il maschio è quello che sta sopra e ha la lucina che fa lippe lappe? Tanto per seguire l’assurda moda/voglia del dare a Cesare quel che è di Cesare e così per Poppea, Domitilla, Messalina e Agrippina … ma con Caracalla come la mettiamo?
Siamo seri per favore, lasciamo dire le bischerate da un’altra parte e ritorniamo a …cipolla!
“Cara guarda un letto di nozze di polline e fiori.”
“Certo che sì, caro, ma cosa hai mangiato stamani, sai di cipolla!”
“Sarà la pottaccia.”
“O meneghino delle mie antenne, a me non mi ci chiami pottaccia!”
“Ma no, amore mio striato, qui vicino, a Torredellago, la frittata di cipolle la chiaman pottaccia e ne ho assaggiata un po’stamani.”
“Scusami e ricominciamo da dove eravamo rimasti: cipolla aglio nepitella menta o ruta, basta che sappia di te!”
Questo è amore!