Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Se il titolo della foto precedente “Haec ornamenta mea” era latino e si riferiva al noto “questi sono i miei gioielli”, le famose parole che Cornelia disse ad una matrona che ostentava gioielli e ori, presentando i figli, Tiberio e Caio, i famosi Gracchi, ora passiamo al duro tedesco per presentare una famiglia incontrata ieri al mare con le parole della piccola austriaca.
Eccole:
“Caro babbo, come mai quelle rocce coperte di neve si muovono e rotolano rombanti come valanghe, come quelle dei nostri monti, e rinascono dall’acqua così velocemente? Mi avevi detto che mi avresti fatto vedere un paese come un paradiso, ma questo è un inferno dove al posto delle lingue di fuoco ci sono multicolori riccioli di schiuma. E' terrificante e stupefacente nello stesso momento. Vielen Dank Lieber Vater!”
Ci siamo salutati con un “Sehr gut” mio e un “Sehr schöne” loro.