Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ci sono momenti in cui si fa la storia, quella con la S maiuscola.
Momenti che è un privilegio vivere, che mentre sei lì capisci subito che per il resto della tua vita potrai dire "io c'ero".
A me è capitato ieri.
Quando il nuovo ministro della cultura Giuli ha presentato le sue linee guida, io c'ero.
Quando ha spiegato che: "di fronte a questo cambiamento di paradigma, la quarta rivoluzione epocale della storia delineante un’ontologia intonata alla rivoluzione permanente dell’infosfera globale, il rischio che si corre è duplice e speculare: l'entusiasmo passivo, che rimuove i pericoli della ipertecnologizzazione, e per converso l’apocalittismo difensivo che rimpiange un’immagine del mondo trascorsa, impugnando un’ideologia della crisi che si percepisce come processo alla tecnica e al futuro intese come una minaccia" ,
io c'ero.
Lì, proprio davanti a lui.
Sì, ve lo concedo: potete essere invidiosi. Basta però che non cediate per questo all'apocalittismo difensivo.
P.s. per Giorgia Meloni:
Cortesemente, prima o poi riusciresti a mandarci un ministro della cultura non dico competente, ma almeno non imbarazzante?