Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Buongiorno a te e benvenuto piccolo amico pennuto, non importa se sei ritenuto portatore dell’inverno, io ti aspetto da aprile.
Tutti conoscono la leggenda del tuo colore sul petto e allora perché ti fai chiamare “petti-rosso” e non “pettorosso”?
Sei una pallina d’amore, nemmen venti grammi, un beccuccio a spillo, un’agilità da cavalletta, una fame da aquilotto e un carattere di merda!
Quest’anno però è successa una cosa strana che mi fa ricredere a quest’ultima tua caratteristica, quella del fatto che sei molto territoriale tanto da lottare all’ultima penna se un tuo simile invade il tuo spazio e non riesco a capire se quelli che hai portato dietro nel mio giardino sono tuoi fratelli gemelli o cosa!
Non preoccuparti, c’è spazio e cibo per tutti… ma attenti perché ci sono cacciatori in giro: due gatti miei, uno del dirimpettaio, due del vicino e un profugo senzatetto.
Un suggerimento: non venite a cercar briciole alla porta di casa, vi preparo una ciotola su un palo e andate a dormire sull’albero in fondo.
Non mi fate stare in pensiero!
La poetessa Emily Dickison dedica al pettirosso alcuni dei suoi versi più commoventi:
Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.