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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
. . . e me torno in letargo. Chissà quanto ne può .....
. . . ora che non c'è più Berlusconi "il Pappiana" .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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Anticipo il Santo.

10/11/2024 - 8:42


Giorni fa ho seguito, come al solito, una delle più belle trasmissioni RAI condotta da Zanchini (erede di Augias): “Quante storie” dove si parlava della poesia con un pizzico di nostalgia. Nel bagaglio delle conoscenze scolastiche, tra le tabelline e la fotosintesi clorofilliana, c'è sempre stato qualche verso da imparare a memoria. Ma la poesia sembra ormai essere scomparsa non solo dai programmi scolastici ma anche dalla nostra vita quotidiana. Lo scrittore Paolo Di Paolo e il poeta Valerio Magrelli ripercorrono, dai Sepolcri al Cinque Maggio, dalla Pioggia nel pineto alla Silvia di Leopardi, alcune tra le liriche più celebri della nostra letteratura e spiegano perché è importante avere una memoria collettiva fondata sulla poesia. Di Paolo batte sul dente raccontando che un suo amico pensava che “San Martino” l’avesse scritta Fiorello e non il Carducci!
Chi di noi ”ultra-oltraenni” non ricorda almeno gli incipit delle sudate poesie delle elementari e  medie?
Ei fu siccome immobile… C’è qualcosa di nuovo oggi…  La donzelletta vien… ed anche Cantami o diva del pelide Achille… e, in questi giorni, emerge la stranota La nebbia agli irti colli… caro il mio Carducci!
Anche quest’anno è San Martino, ma non c’è nebbia, il sole sta levandosi e i colli son di legno cippato e nei sentieri non c’è odore aspro ma dolce di resina di pini II e i ceppi non bruciano e al cacciator è vietato l’ingresso, restano le rossastre nubi del tramonto e i miei “esuli pensieri” che qui lascio “migrar”.


Giosuè non me ne volere!

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11/11/2024 - 19:48

AUTORE:
Sofy

Caro Umberto oggi non si ricorda soltanto la leggenda del cavaliere che donò il suo mantello a un povero infreddolito e fu ripagato dal tepore del clima...ma ricorre la "festa dei cornuti o dei becchi"...una mescolanza di sacro e profano...a novembre si facevano le fiere del bestiame, quello con le corna...gli uomini che si recavano a fare acquisti bevevano parecchio e alla fine finivano nei letti delle prostitute tradendo le mogli e quindi le corna passavano dalle bestie alle casalinghe in attesa...
Un'altra leggenda ci dice che che questa festa è legata ai riti pagani del capodanno celtico, che si concludeva l'11 novembre con celebrazioni promiscue e senza freni, e con ricche bevute sorseggiate da corni di bovide...
L'ultima leggenda invece proviene dalla mitologia latino-romana: Marte (di cui Martino è il diminutivo) dio della guerra fu "beccato" in fragrante con Venere, dea della bellezza, da Vulcano, dio del fuoco e marito di lei...i due fedifraghi furono imprigionati per essere mostrati agli dei dell'Olimpo e puniti...invece venne beffeggiato e deriso e probabilmente nacque da lì il detto "cornuto e cazziato!"

10/11/2024 - 19:21

AUTORE:
Loretta

Caro Umberto so di cosa parli perche'ho visto la trasmissione, una delle poche chicche rimaste in Rai, per noi che amiamo la letteratura e la poesia.
Quando Fiorello lanciò la poesia cantandola, noi si prese come un gioco e si ruzzò insieme a quella "birba" che ebbe successo perche' noi conoscevamo benissimo i retroscena...
Ora invece mi preoccupa parecchio l'ignoranza caprina così diffusa a cominciare dai cinquantenni in poi, e dalle trasmissioni indecenti mascherate da svago e divertimento, insulse, banali, ripetitive che non lasciano nemmeno un segno...tanto sono superficiali futili e melense.
A dire il vero anche la "birba" da quando s'è schierato...è precipitato!