Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Non catalogatemi fra i fissati, non pensate che sia egocentrico, ma addirittura il contrario dato che son restio a parlare in pubblico e preferisco parlare con la tastiera e con le foto invece che di fronte alle persone e quindi, dato che questa sezione che curo da 17 anni la ritengo il mio palco e Voi il mio pubblico, amico o meno ma che non vedrò forse mai se non capirne l’umore dai commenti in risposta, ecco un’altra “bischerata” dopo quella delle “palline”.
“O Bosco, Bosco delle mie brame,
cos’è che spunta dal tuo fogliame?
Pare ciottola di rame
per saziare chi ha tanta fame?”
“O Amico vagabondo,
o meglio dirsi vagamondo,
cosa giri sempre in tondo
nel tuo sapere senza fondo?”
“Caro fungo bello strano
lasciati prendere la mano,
sì lo so che sei nostrano,
ma cosa sei…del bosco l’ano?”
“O Amico burlettone,
tu mi guardi e io copione,
tu mi fissi da spione
e io fisso il tuo faccione!“