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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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Quando si diceva: “quando…”

16/12/2024 - 12:48

 
La foto è di circa 70 anni fa quando chi andava al mare a Bocca di Serchio poteva bere tranquillamente (mai nessuno si poneva il dubbio del rischio) l’acqua del pozzo che si trovava vicino alla baracca dei pescatori, pozzo che esiste ancora come “portavasi” di piante fiorifere.


Questi che seguono non sono proverbi, ma credenze di popolo, un po’ per superstizione, un po’ per semplificare gli avvenimenti.
Nei detti si trova sempre un fondamento derivante, sia da acuta osservazione, sia da sagace comparazione fra natura, i suoi frutti, i suoi mutamenti  e la persona umana, cosa molto diversa dalle credenze.
L’incipit “quando” è comune ai due e mai avverbio ha avuto tanta fama come questo usato sempre per magnificare o mortificare i tempi passati.
“Quando c’era lui, caro lei!”
I tempi passati sono sempre i migliori(?), si sa, e infatti:
“quando s’andava a caccia ‘n padule si provava le ‘artucce ‘n per la via alle sciabie, ‘ndelle fosse!”, “quando er Serchio era ‘r Serchio si chiappava e barbi ‘olle mani!”
I proverbi cambiano, si adattano, cosa che invece dovrebbero fare le credenze per il progresso, l’istruzione, ma invece non fanno o fanno molto lentamente.
A chi vuoi che interessi più ora se “quando la Faeta mette er cappello devi lascià vanga e piglià l’ombrello”. La gente ‘un vanga più e ’un sa più nemmen cos’è e dov’è la Faeta, ma paradossalmente, quando un gatto nero t’attraversa la strada, allora chi è a piedi si ferma e fa tre passi indietro e chi è in auto frena (senza guardare dallo specchietto retrovisore), fa due sgassate e frenate a marcia indietro e anche ora senza riguardare nello specchietto.
Allora sarà proprio vero che:
“quando canta una civetta c’è una disgrazia in casa”
“quando secca la mimosa c’è un lutto vicino in famiglia”
“quando il gatto leccandosi le rampe ne fa passare una sopra un orecchio allora la pioggia è vicina”
“quando un fungo nasce vicino a un coiattolo (pezzetto di cuoio) o ad una fatta di cristiano, anche se è bono doventa cattivo”
“quando un fungo nasce sull’albero è bono senz’altro”
“quando un fungo è mangiato dalle lumache è bono”
“quando una ragazza con le mestruazioni tocca un fiore questo appassisce”
“quando una donna fa la maionese ed ha le sue cose quella impazzisce (non si amalgama)”
“quando incontri una suora devi dare un pizzicotto a chi ti sta vicino”
“quando si sente il treno, pioverà (vale solo a Nodica)”
“quando le mosche pinzano pioverà”
“quando il tuo gatto è magro nonostante il chittecatte, è segno che mangia le lucertole”
“quando le rondini volano basse la pioggia è vicina”
“quando muore qualcuno ne seguiranno altri due”
“quando si prepara la camera ardente, se c’è uno specchio va coperto”
“quando si porta un ferito in barella non va fatto uscire con i piedi in avanti”
“quando… continuate Voi…
 

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25/1/2025 - 17:25

AUTORE:
G Sergio Lazzeri

Estate 1946. Mi accingo a bere dal vecchio secchio di metallo che aveva sostituito il precedente di legno dai bordi ricoperti di muschio. Foto scattata da un giovane fotografo pisano, anni dopo sostituito dal celebre, popolare, flemmatico "paparo"