Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
“Dagli Appennini in mutande”, tratto da “Milza” di Raimondo de’ Micci.
L’autore arriva sulla riva del mare, in una località chiamata “Culo di secchio” e incontra tre bracconieri: Palle chiare, Mezzana e Bassavolino che lo ospitano in una baracca di cannella.
Raimondo è felice come non mai, più degli eroi dei suoi racconti, immerso in quell’Eden che è il luogo e decide di cambiare vita e il suo cognome in “D’amici” in onore dei tre fiumaroli.
Poi cambierà anche il nome al libro e alla località!
Se ci crediate o no, non importa.
Maestre… non me ne vogliate!
Giochiamo un po’!
Bella la Bocca, bella e utile, ma il Culo se non ci fosse sarebbin dolori come racconta la parabola goliardica!