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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Tonino Serra Contu
Giornalisti martiri da scompisciarsi direbbe Toto

27/12/2024 - 16:56


Giornalisti martiri da scompisciarsi direbbe Toto

 

La balla pro-pal di Natale, che rimbalza come una palla sui quotidiani italiani, è che Israele ha ucciso cinque giornalisti palestinesi, che facevano il loro dovere di informazione e di assistenza.

Gli islamisti non venerano i santi altrimenti li avrebbero fatti santi subito.

Per il momento si godano le 72 vergini in attesa spasmodica del loro amplesso.

Come per la balla dei bambini morti a Gaza dal freddo... a -10 gradi, scrive Avvenire a nome dei vescovi italiani... facciamo chiarezza anche su questi "martiri".

Sembrerebbe, dalla stampa gazista e proham occidentale, che i giornalisti morti in questi mesi a Gaza siano caduti in minima parte durante i combattimenti e che invece siano stati uccisi deliberatamente dagli israeliani.

Vediamo: 15 dei 61 appartenevano a testate legate a hamas, due a Hezbollah e uno a jihad... come dire che sono giornalisti gli estensori dei manifesti di al Qaeda; 36 dei 61 sono morti dentro le loro case a Gaza, ma tre erano in zona di operazioni; i restanti sono morti in attacchi israeliani indicati come strike, morti quindi negli effetti collaterali non uccisi come giornalisti.

Il sito Commitee to protect journalist ammette di non sapere se i giornalisti al momento della morte fossero al lavoro sul conflitto. E allora, tacete, incapaci.

Sappiamo invece che i 5 "reporter" uccisi ieri lavoravano per la tv al Quds affiliata alla Jihad islamica, l'altra organizzazione terroristica della Striscia.

Invece, quattro giornalisti israeliani sono stati uccisi il 7 ottobre; due seguivano il rave.

Sono stati uccisi semplicemente perché ebrei: un genocidio, di cui la federazione stampa italiana accusa Israele.

Ne parla qualcuno? Nessuno.

I giornalisti palestinesi eroi e martiri della libertà di stampa? Ci crede solo l'Unesco che il 3 maggio 2024, Giornata mondiale per la libertà di stampa, ha assegnato il Premio mondiale Unesco per la libertà di stampa ai giornalisti palestinesi che seguono la guerra tra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza.

Secondo questa motivazione, "tutti i giornalisti presenti a Gaza documentano il conflitto e, al tempo stesso, lo subiscono assieme alle loro famiglie.

Secondo il rapporto, più di 100 reporter palestinesi sono stati uccisi dalle forze di difesa israeliane, di cui almeno 22 mentre svolgevano la loro attività giornalistica. Sì, tenetelo a mente: "mentre svolgevano il loro lavoro".

È lo stesso ente attivo nei ridicoli tentativi di de-giudeizzare Israele intestando all'inesistente storia "palestinese" i luoghi storici della cultura ebraica.

Scrive un giornalista italiano, "io non ho mai letto grandi reportage dei colleghi palestinesi sulle violenze che Hamas conduce sulla popolazione palestinese, sul giogo che i terroristi esercitano sui gazawi, sul drenaggio che Hamas ha compiuto delle risorse destinate a ospedali e università per costruire tunnel e armarsi fino ai denti. Né, ho mai letto scoop su chi ci sia dietro agli ordigni scagliati su Israele, su chi finanzia le brigate Ezzedin al Qassam, sui rapporti tra Hamas e Iran, su come siano arrivate le armi a Gaza, sulle infiltrazioni dei jihadisti dell'Isis nella striscia. Nulla sugli addestramenti per gli attentati, zero documenti palestinesi sulla mattanza del sette ottobre e su come sia stata organizzata.

"Aggiungo: avete mai letto che i cosiddetti giornalisti palestinesi abbiano denunciato i 4 loro colleghi presenti al massacro del 7 ottobre?

Dei funzionari Unwra tra gli assassini del 7 ottobre?

E sulla presenza iraniana in MO?

Hanno mai ricordato il 7 ottobre come causa della guerra, hanno mai denunciato la falsa notizia sui 500 uccisi nel bombardamento dell'ospedale?

Nulla. Semplicemente per contiguità con i loro corregionali terroristi. E per coerenza con la loro militanza: avete mai letto di un giornalista sovietico che abbia denunciato il massacro di Katyn?

O di un fascista italiano che abbia scritto del massacro greco di Domenikon?

O di un nazista che nel 1943 abbia parlato di Aushwirz?

Ricordo che l’Indice della libertà di stampa intende riflettere il grado di libertà che i giornalisti hanno nell'informazione, ma ... strano e comico... tale indice riguarda esclusivamente la libertà di stampa e non misura né la qualità del giornalismo né la violazione dei diritti umani in generale.

Sì avete capito: ognuno può scrivere cazzate e ignorare il famoso "contesto". Si parametra la nebbia o il nulla.

Allora, esattamente, di quale libertà di stampa parliamo quando l'Unesco li premia con questa motivazione? Siamo tutti qui a ripetere che è un riconoscimento giusto. Che sono liberi. Liberi di scrivere cosa? Solo quello che deriva dall'asservimento al potere.

Israele impone delle limitazioni alla libertà di stampa? Altra scemenza: leggete Haaretz, giornale di opposizione del 1919, e capirete che uno Stato in guerra, democratico e di cultura occidentale, può criticare tutto e tutti oltre l'umano buon senso, che imporrebbe di stare dalla parte della propria gente e non di dare alibi agli assassini.

Concludo. Oggi su Corsera Margalit Moses racconta i suoi 49 giorni di prigionia nei tunnel di hamas.

Racconta che gli ostaggi presi il 7 ottobre sono sfilati "come un trofeo" tra due ali di folla in delirio, che li colpiva. In realtà queste scene le abbiamo viste, come abbiamo visto il sangue sulle ragazze israeliane brutalizzate. Scene filmate dai terroristi e inviate alla mamme ben felici di avere allevato figli tanto bravi a odiare e a uccidere.

Ecco: mi piacerebbe sapere se esiste un solo abitante di Gaza, un solo giornalista di Gaza che abbia denunciato gli assassini del 7 ottobre, una donna di Gaza che abbia espresso solidarietà alle ragazze ebree violentate.

Credo che non esistano.









Fonte: Tonino Guerra Contu, medico chirurgo
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28/12/2024 - 15:34

AUTORE:
Massimo

Sarà un Accademico dei Lincei o un membro del Rotary. Accademico della Crusca non credo...

27/12/2024 - 20:13

AUTORE:
Lettore

...le referenze del forummista Beppe Calesse che scrive la sua opinione su questo giornale online?

27/12/2024 - 19:35

AUTORE:
Massimo

Medico chirurgo, pensavo fosse giornalista professionista. Un tuttologo via. Meno male, se ne sentiva la mancanza.