Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
USA - RUSSIA...PIÙ CHE L'UNIONE DI DUE DEBOLEZZE
(ce n'è una sola) DIREI LA CONVERGENZA DI DUE "PAURE"...Sottotitolo: Basta con la logica dei "due forni", ce ne sono molti di più... Libero tu, liberi tutti...
Se dovessi titolare per un giornale scriverei: " Fallito il tentativo di Trump (dettato da Putin) di ottenere rapidamente la resa degli ucraini...Ma tralasciando gli sproloqui di Tramp, che secondo me, tra non molto, troveranno nuovamente una dimensione diversa (o glie la faranno trovare...), è la mia personale opinione, un Presidente USA non lo lasciano andare avanti così "alla rinfusa" per quattro anni, nel frattempo possiamo provare a ragionare su alcuni contenuti sostanziali, che spesso, davanti alle sbruffonate, non vengono considerati.Sono anni che vado sostenendo che l'idea dell'Europa unita, e integrata (Stati Uniti d'Europa), oltre a rappresentare la risposta più adeguata per il futuro, e non solo degli europei, ha sempre avuto al contempo non un nemico bensì due: la Russia, ma anche gli USA, ciascuno a modo suo. Per questo, al di là della cialtroneria, non mi stupisco dei voltafaccia di Trump.E non mi stupisco neppure dei tifosi locali, in uno scenario nel quale, per decenni, due soggetti (Usa e Russia) sono andati avanti abituati a predominare nel mondo, talvolta in accordo, talvolta in conflitto tra loro, ma rimanendo comunque adagiati su una logica "bipolare", che ormai non esiste più da tempo, e che è già stata superata dalla realtà. È questa la vera debolezza.Il "multipolarismo" veniva falsamente invocato dalla Russia (fino a ieri) perché, avendo perso il suo ruolo, teme il "primato" americano, e sente di non essere più all'altezza di sostenere quel "rapporto a due" che ha caratterizzato tutta la seconda parte del 900.
Tutti i paesi, prima assoggettati alla propria supremazia, o si sono affrancati, o desiderano comunque farlo e guardano altrove, attratti però non dagli USA bensì dall'Europa, che sentono (anche culturalmente) come loro vera casa.Come ho sempre detto l'Europa che l'Urss aveva occupato per decenni non era l'Europa "dell'Est" ma la vera Europa centrale, la "Mitteleuropa", quella dell'Est è appunto l'Ucraina, la Bielorussia ed altri, ed anche la stessa Russia fino agli Urali.Tra questi paesi sta in silenzio la sola Bielorussia, sottomessa però ad una dittatura assai repressiva.
Putin ha rispolverato un sogno russo, che tradotto in sintesi vuol dire: "bei tempi, quando decidevamo in due e ci spartivamo il mondo", altro che "multipolarismo".Il "multipolarismo" è avversato sicuramente dagli USA, o meglio, dai poteri forti americani, perché dopo aver "piegato" la vecchia Urss, vedono molti paesi che crescono (es. Cina e India), e realtà che, pur lentamente (troppo), acquisiscono peso e consapevolezza (Europa), e si sentono così insidiati nel primato conquistato dopo la "guerra fredda".
Reagiscono così, provando a dividere il più possibile gli interlocutori europei, oltre a fare guerre commerciali (protezionistiche) al nuovo "vero nemico" emergente, che temono assai più della Russia, ovvero la Cina.
Le politiche protezionistiche, e dei dazi, in quella che si è sempre considerata la patria del capitalismo, e del "libero mercato" oltre a fare un po' ridere, si riverseranno sulla popolazione, ma questo è.Il "multipolarismo" invece, nella sostanza è già in campo e ben presente, e in crescita, nel mondo. La "guerra fredda", che obbligava tutti a dover scegliere (alcuni neppure sceglievano) se stare di qua o di là da un muro (che non era solo a Berlino), ha lasciato il campo ad una situazione ben diversa, nella quale sono emersi nuovi soggetti e nuove potenzialità. Anche l'Europa, che, è vero, è in forte ritardo sul suo percorso, può rappresentare concretamente (a patto che ne diventi consapevole) il soggetto che segna la fine di un mondo, ormai superato.
Per questo è sbagliato cullarsi sugli allori, che la "buona America" corra sempre in soccorso della vecchia Europa, egualmente sbagliato pensare di guadagnare qualcosa da un rapporto bilaterale più vantaggioso rispetto agli altri, e ancor di più (lo dico per i tifosi "antiamericani" di sempre) appoggiarsi e sostenere il regime di Putin, immaginandolo ancora "contraltare" dei tanto odiati americani. La Russia ha bisogno dell'America pii di quanto non ne abbiamo noi, e l'America ha bisogno della Russia per provare a isolare la Cina.
Soprattutto la Russia ha estrema necessità di chiudere un conflitto che l'ha dissanguata e stremata, riducendo drasticamente le sue capacità militari e costringe dola a chiedere aiuto a Korea e Iran.Il "multipilarismo" Putin lo invoca strumentalmente, vede l'Europa come il fumo negli occhi (perché gli sottrae "sudditi e vassalli"), vorrebbe solo recuperare un ruolo che non ha più, ripristinare il vecchio "rapporto a due" con gli Stati Uniti, mentre Trump, pur di emarginare e mettere in difficoltà la Cina, è disposto a sacrificare persino l'Europa (non tutta), offrendo a Putin questa opportunità, solo per questo Trump, in tutta la sua cialtroneria, ha lanciato un salvagente a Putin.
Due visioni "imperialiste" e non politiche, che si scontrano con la realtà. Cioè, per non perdere entrambi il proprio ruolo, USA e Russia non possono che riconoscersi e sostenersi a vicenda. Come ho detto non due debolezze bensì due "paure".La Russia in effetti, ha sempre guardato all'Europa (con mentalità "imperiale", e con grande avversione e diffidenza, sia con gli Zar che con l'URSS), perché diciamola tutta, c'è, nel popolo russo, un'idea/pretesa di "superiorità", sottaciuta formalmente ma che traspare sempre più (favorita dalla nuova propaganda del regime), rispetto agli altri popoli europei (come del resto sarebbe anche la Russia).
L'Europa, nella visione "imperiale" russa, è solo un "appendice geografica" del più grande continente euroasiatico, del quale la Russia si è sempre immaginata, e si ritiene, paese leader.Cina, India, Europa, ed altre realtà hanno, da una parte spaventato una Russia, che è regredita con Putin ad una visione ottocentesca (fondata sull'egemonia e la dominazione territoriale), e hanno irritato gli USA (soprattutto la Cina), che dopo essersi illusi di essere diventati l'unico "playmaker" mondiale, hanno percepito anch'essi che non è più così.
Le due realtà si reggono oggi, in quanto "superdotate" sul piano militare, anche se la Russia, più arretrata tecnologicamente, ha subito, in questi anni di guerra, perdite enormi in uomini e mezzi anche su questo piano.Sul piano economico, la Russia, è ormai una realtà meno rilevante rispetto ai tempi dell'Urss, con un Pil di circa 2.100 miliardi USD, inferiore a quello di ogni singolo paese europeo, nonostante il numero di abitanti, ad esempio solo Germania, Francia e Italia, insieme, sviluppano un Pil di circa 10.000 miliardi USD, l'intero Pil dell'UE (escluso il Regno unito) supera i 18.000 miliardi USD (per i neofiti "USD" sta per "United States dollar", il "dollaro statunitense" delle borse, considerato anche unità di misura).
La Russia è diventata sostanzialmente, dopo l'Urss, una potenza "regionale", sopravanzata, ormai di gran lunga, anche in Asia, dalla Cina e dalla stessa India. Una economia nei fatti "primaria", improntata sullo sfruttamento di risorse naturali (quindi più "primitiva"), con componenti manifatturiere di scarsa qualità, che non producono alcuna attrattiva sui mercati. Conserva un ruolo solo per il grande arsenale nucleare, ricevuto in eredità dall'Urss.
Lancia strali contro il predominio USA ma in sostanza, come già detto, aspira a ripristinare quel rapporto bipolare che non potrà più avere, dato che sono cambiati tempi e interlocutori.Sente anche, in modo immotivato, un "pericolo alle porte", quello di una Europa che (molto lentamente) cresce nella sua dimensione, e attrae, nella propria orbita, paesi che precedentemente erano sotto la sua dominazione, che, al contrario, vogliono sempre più emanciparsi da quest'ultima. gli USA da parte loro, al di là dell'Alleanza atlantica, nella quale rivestono un ruolo primario per le grandi spese militari che sostengono, sono sempre stati pervasi (anche in occasione degli ultimi conflitti mondiali) da tendenze isolazioniste e di autosufficienza, hanno sempre preferito (e la vedono così anche oggi) che l'Europa fosse solo un grande mercato nel quale muoversi e imporre la forza della propria economia, tutt'altra cosa rispetto ad una realtà politica più uniforme e omogenea (quale i paesi europei ambiscono di diventare), a quel punto in grado di guadagnare maggiore autonomia, e dialogare alla pari, anche in termini di rapporti di forza (e pensare che di questo ne parlava addirittura Aldo Moro 5O anni fa... ma questo è un altro discorso).
Perché la forza economica dell'Europa, sempre sottovalutata, è tale, che trovando una sintesi politica credibile, diverrebbe un soggetto primario nel mondo, difficilmente eludibile. Un conto è rapportarsi e confrontarsi con i singoli paesi europei, con rapporti bilaterali, altro confrontarsi con un soggetto unico. Il nuovo presidente USA ha anch'esso una visione ottocentesca, e soprattutto "mercantile" nel mondo, secondo la quale riserva al proprio paese il ruolo di "dominus" indiscusso e incontrastato, che detta le condizioni a tutti gli altri.
Ecco perché il titolo scelto esprime bene il concetto che voglio trasmettere, ovvero di debolezze ce n'è solo una ed è la Russia, di paure invece ce ne sono due: Russia e USA.
Francamente si tratta per i paesi europei, soprattutto i sette maggiori (Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio e Olanda), includendo tra questi anche il Regno unito, di acquisire la consapevolezza della propria forza (in una logica unitaria ovviamente). I denigratori possono controbattere quanto vogliono, ma la strada non può che essere questa.E se si guarda alla politica con sguardo più lungo che non qualche settimana o mese, nessuno può negare che oggi, peraltro con l'Euro che è ormai una realtà consolidata, la situazione dei paesi europei non è più la stessa di 50 anni fa.
Mi spingo oltre, due proposte possono dare credibilità concreta, e portare consenso (anche negli altri paesi) a questo, diciamo, "gruppo di testa":- la prima è l'allargamento del Consiglio di Sicurezza ONU e l'abolizione del diritto di veto;- la seconda in sede europea, è l'abolizione dell'obbligo del voto unanime.
Sono i mercati che rappresentano la vera forza, el'UE ormai è uno dei maggiori operatori mondiali nel commercio internazionale, rappresenta il secondo maggiore esportatore e importatore di beni al mondo, con solo la Cina che esporta più beni e gli Stati Uniti che ne importano di più.L'UE è il primo operatore al mondo negli scambi di servizi, e il secondo nello scambio di beni. Per il periodo dal 2000 al 2018 l'Ue ha registrato un surplus continuo negli scambi di servizi. Tale eccedenza è fortemente aumentata da 15 miliardi di euro nel 2000 a 190 miliardi di euro nel 2018.
Analizzando anche separatamente beni e servizi, entrambi hanno registrato andamenti analoghi, con valori più che raddoppiati tra il 2000 e il 2017. Solo una flessione, nel 2009 a seguito della crisi finanziaria, e poi un andamento costante con un surplus commerciale, dal 2013 anche per i beni.
Se Trump pensa di dettare lo spartito, imponendo la propria forza, concedendo (e sbagliando) alla Russia un rinnovato rapporto a due, sulla testa degli altri (e dell'Europa) dovrà prendere atto che la situazione è cambiata anche per lui (vedi grafico), gli USA, nel totale del commercio mondiale (beni e servizi) rappresentano il 10,4%, indubbiamente una quota importante, ma l'Europa (escluso il Regno Unito) rappresenta il 13,7%, e la Cina (escluso Hong Kong) il 18,2%, la Russia, come si usa dire, è "non pervenuta".
Se Trump vuole maggiore libertà di azione, si accomodi, non dimentichi che può essere ricambiato con la stessa moneta, sempre a patto che i politici europei si dimostrino all'altezza e si rendano conto che sono alla guida di una realtà che non ha niente da invidiare agli stessi USA. Se da una parte si vuole ripristinare il "duopolio" USA-Russia, per un fatto di paura e debolezza, dall'altra, Europa e Cina non sono certo da meno.Tradotto in numeri, se l'economia USA vale un Pil di 27.360 miliardi USD, Europa e Cina, includendo anche il Regno unito valgono un Pil che supera i 38.000 miliardi USD, rispettivamente 17.000 l'Europa, 17.790 la Cina e 3.340 il Regno unito (la Russia, per mera curiosità, ne sviluppa solo 2.124).Le quote di mercato esposte nel grafico dicono il resto.Insomma, prima di fare la voce grossa, caro Trump guarda quanto possono fare anche gli altri, e quanta attrattiva possono avere su altri interlocutori, quali Canada, Giappone, Australia, Africa e America latina, dati anche i tuoi recenti atteggiamenti, diciamo (si può dire?) piuttosto "prepotenti".
Tifosi a parte, solo una cosa manca... politici europei, degni di questo nome, se ci siete battete un colpo.